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Preghiera

Anima Christi

L'Anima Christi, preghiera eucaristica del XIV secolo da recitare dopo la comunione, in latino e in italiano.

L’Anima Christi è una preghiera eucaristica del XIV secolo, nata per essere detta subito dopo la comunione, mentre il corpo di Cristo è ancora presente in chi lo ha ricevuto. Il nome sono le sue prime parole latine, “anima di Cristo”. Non chiede nulla di materiale: domanda di essere santificati, lavati, nascosti, difesi. È la preghiera del ringraziamento silenzioso, quella che si recita quando le parole non servono più.

Testo

Testo latino:

Anima Christi, sanctifica me. Corpus Christi, salva me. Sanguis Christi, inebria me. Aqua lateris Christi, lava me. Passio Christi, conforta me. O bone Iesu, exaudi me. Intra tua vulnera absconde me. Ne permittas me separari a te. Ab hoste maligno defende me. In hora mortis meae voca me. Et iube me venire ad te, ut cum Sanctis tuis laudem te in saecula saeculorum.

Amen.

Traduzione italiana tradizionale:

Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi. Dentro le tue ferite nascondimi. Non permettere che io mi separi da te. Dal nemico maligno difendimi. Nell’ora della mia morte chiamami. E comandami di venire a te, perché con i tuoi Santi io ti lodi nei secoli dei secoli.

Amen.

Dopo la comunione

L’Anima Christi compare nei manoscritti europei a partire dalla prima metà del XIV secolo. Fu a lungo attribuita a papa Giovanni XXII, che resse la Chiesa dal 1316 al 1334, ma l’attribuzione non è sostenibile: la preghiera circolava già come testo anonimo, e la sua fortuna nasce dall’uso, non da un autore. Il nome con cui è nota sono le sue prime parole latine, e in questa forma è rimasta legata alla devozione eucaristica.

Il suo posto naturale è il momento che segue la comunione. Non è una preghiera di richiesta, ma una catena di invocazioni rivolte a ciascun elemento del mistero di Cristo: l’anima, il corpo, il sangue, l’acqua del costato, la passione. Ogni verbo è scelto con precisione, santificare, salvare, inebriare, lavare, confortare, e ognuno dice un bisogno diverso di chi prega. L’ultima parte sposta lo sguardo all’ora della morte e alla lode eterna, perché la preghiera eucaristica non si chiude nel presente.

Per secoli, nei messali e nei libri di devozione, l’Anima Christi è stata stampata accanto alle preghiere del ringraziamento dopo la Messa, con l’indicazione di recitarla in ginocchio. È rimasta in uso anche dopo la riforma liturgica, perché non appartiene a un rito ma alla pietà comune dei fedeli.

Gli Esercizi Spirituali di Ignazio

Sant’Ignazio di Loyola pose l’Anima Christi in apertura dei suoi Esercizi Spirituali, il libro di meditazioni diffuso nel 1548. Non la compose: la trovò nella tradizione e la scelse come la preghiera con cui chi comincia gli Esercizi deve mettersi davanti a Dio. Proprio per questa collocazione, per secoli molti l’hanno creduta opera sua, e ancora oggi l’attribuzione circola nelle edizioni popolari.

La scelta di Ignazio dice qualcosa sul carattere della preghiera. Prima di ogni meditazione, l’esercitante chiede di essere nascosto nelle ferite di Cristo e di non esserne separato: è la posizione di chi sa di non potersi reggere da solo. Da qui la sua diffusione in tutto il mondo cattolico, e la consuetudine di recitarla non solo dopo la comunione, ma ogni volta che si vuole preparare l’animo alla preghiera.

Preghiera del XIV secolo. Testo latino e traduzione della tradizione cattolica.

Fonti

  • Preghiera del XIV secolo, posta da Sant'Ignazio di Loyola in apertura degli Esercizi Spirituali

Testo della tradizione cattolica. Vedi Fonti e diritti.