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Preghiera

Atti di fede, speranza e carità

Gli atti di fede, speranza e carità: testo tradizionale delle tre virtù teologali e loro significato.

Gli atti di fede, speranza e carità sono le tre preghiere con cui il cristiano esercita le virtù teologali. Non sono un riassunto della dottrina, ma l’atto con cui l’anima si affida a Dio: crede, spera, ama. Nella tradizione catechistica italiana si imparavano a memoria insieme al Credo e all’Atto di dolore, e si recitavano al mattino, alla sera e nei momenti di prova.

Atto di fede

Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo tutto quello che tu hai rivelato e la Santa Chiesa ci propone a credere. Credo in te, unico vero Dio in tre persone uguali e distinte, Padre e Figlio e Spirito Santo. Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa fede voglio sempre vivere. Signore, accresci la mia fede.

Amen.

Atto di speranza

Mio Dio, spero dalla tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare. Signore, che io possa goderti in eterno.

Amen.

Atto di carità

Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amor tuo amo il prossimo come me stesso e perdono le offese ricevute. Signore, che io ti ami sempre più.

Amen.

Virtù teologali e virtù cardinali

La distinzione è antica e netta. Le virtù teologali sono tre, fede, speranza e carità, e hanno Dio stesso per oggetto immediato: con la fede si crede a Dio, con la speranza si confida in Dio, con la carità si ama Dio. Non si acquistano con l’esercizio umano, ma sono infuse da Dio nell’anima con la grazia santificante, e per questo sono dette teologali, cioè rivolte a Dio e da Dio donate. Sono anche l’unica radice della vita soprannaturale: senza la carità, ricorda san Paolo, anche le opere più grandi non valgono nulla.

Le virtù cardinali sono quattro: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. Il nome viene da cardo, il cardine su cui gira la porta, perché su di esse si regge la condotta morale. Riguardano il modo di agire dell’uomo, si possono in una certa misura acquisire con l’educazione e l’abitudine, e restano anche nell’ordine naturale. Anche queste ultime sono elevate dalla grazia, ma il loro oggetto non è Dio: è il retto governo delle azioni, delle passioni e dei rapporti con gli altri.

Il terzo atto dell’Atto di carità mostra bene il legame tra i due ordini. L’amore di Dio, che è virtù teologale, si traduce immediatamente in amore del prossimo, che appartiene alla giustizia e alla carità fraterna, fino al perdono delle offese. La fede e la speranza restano rivolte verso l’alto; la carità, pur avendo Dio per oggetto, si distende necessariamente sugli uomini.

Perché si imparavano a memoria

Il Catechismo di Pio X, diffuso in Italia dal 1905, prescriveva di conoscere a memoria gli atti di fede, speranza e carità, e spiegava che essi vanno fatti giunti all’uso della ragione, più volte nel corso della vita, e in pericolo di morte. La formula fissa non era un esercizio di erudizione, ma una riserva di parole da avere pronte nel momento in cui le parole contano davvero.

In pericolo di morte la memoria è la prima facoltà a vacillare, e la Chiesa voleva che il morente, o chi lo assiste, potesse disporre di un testo breve, completo e corretto. Lo stesso vale per le tentazioni e per i doveri cristiani importanti: l’atto recitato a memoria rende possibile un movimento interiore anche quando l’attenzione è ridotta al minimo. Il cattolico non improvvisa il proprio atto di fede: lo ha, per così dire, già pronto dentro di sé.

Il secondo motivo è pedagogico. Imparando queste tre preghiere, il fedele impara anche la sostanza della fede, il contenuto della speranza e la misura dell’amore, in una forma che può essere ripetuta a ogni età e spiegata in poche righe. La memoria diventa così il primo catechismo, quello che non ha bisogno di un libro aperto.

Preghiere della tradizione catechistica italiana. Il Catechismo di Pio X ne prescriveva l’apprendimento a memoria.

Fonti

  • Tradizione catechistica italiana (Catechismo di Pio X)

Testo della tradizione cattolica. Vedi Fonti e diritti.