Preghiera
Ave Maria
L'Ave Maria, la preghiera mariana più recitata: testo tradizionale, origine biblica e significato.
L’Ave Maria è la preghiera con cui i cattolici si rivolgono alla Vergine. Il saluto latino Ave riprende le prime parole dell’angelo Gabriele, e il testo unisce due passi del Vangelo di Luca con una supplica che la Chiesa ha fissato nei secoli. È la preghiera più ripetuta del mondo: da sola, il Rosario la recita più di cinquanta volte.
Testo
Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte.
Amen.
La salutazione angelica
La prima parte dell’Ave Maria non è un’invocazione, ma un racconto: sono le parole che l’angelo rivolge a Maria a Nazaret, «Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te», e quelle che Elisabetta le grida nella casa di Zaccaria, «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo». Da qui il nome latino di salutazione angelica con cui la tradizione chiama questa preghiera: il fedele non inventa nulla, ripete il saluto che Dio ha rivolto per primo a Maria.
Il «piena di grazia» traduce il greco kecharitomene, un participio che indica un favore già compiuto e stabile, non una qualità passeggera. La fede della Chiesa vi ha sempre letto una pienezza che precede la nascita di Cristo, e quindi l’antico privilegio dell’Immacolata Concezione.
La seconda parte è invece opera della Chiesa. «Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori» è una richiesta di intercessione, nata nella devozione popolare e riconosciuta ufficialmente quando il Concilio di Trento dichiarò che quella parte era stata composta dalla Chiesa stessa. Nel 1568 Pio V la inserì nel Breviario romano, dove l’Ave Maria compare come antifona, e da allora il testo è rimasto stabile.
L’«ora della nostra morte»
L’espressione conclusiva è la più densa. «Adesso» copre la vita presente, con le sue fatiche e le sue scelte; «nell’ora della nostra morte» guarda al momento in cui nessuna mediazione umana è più possibile. Chiedere a Maria di essere presente in quell’ora significa affidarle l’istante in cui la libertà dell’uomo si decide per sempre, quello che la liturgia chiama il passaggio dal tempo all’eternità.
Per questo l’Ave Maria si recita anche accanto ai malati e ai moribondi, e per questo la preghiera non chiede a Maria di perdonare, ma di pregare: la grazia viene da Dio, e la Vergine vi conduce.
Testo della tradizione cattolica. Prima parte dal Vangelo di Luca 1, 28 e 1, 42; seconda parte fissata nel 1568 con il Breviario romano.
Fonti
- Vangelo secondo Luca 1, 28 e 1, 42; Breviario romano (1568)
Testo della tradizione cattolica. Vedi Fonti e diritti.