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Preghiera

Confiteor

Il Confiteor, la confessione dei peccati all'inizio della Messa: testo, significato e perché invoca i santi.

Il Confiteor è la confessione dei peccati con cui comincia la Messa e, in forma simile, la Liturgia delle Ore. Chi prega si riconosce peccatore davanti a Dio e davanti ai fratelli presenti, e chiede a tutta la comunione dei santi di pregare per lui. Il nome viene dalla prima parola latina, Confiteor, che significa «confesso».

Testo

Confesso a Dio onnipotente e a voi, fratelli e sorelle, che ho molto peccato in pensieri, parole, opere e omissioni, per mia colpa, mia colpa, mia grandissima colpa. E supplico la beata sempre Vergine Maria, gli angeli, i santi e voi, fratelli e sorelle, di pregare per me il Signore Dio nostro.

Riconoscersi peccatori davanti a Dio e ai fratelli

Il Confiteor appartiene ai riti penitenziali che aprono la celebrazione eucaristica. Prima di ascoltare la Parola e prima di accostarsi alla comunione, l’assemblea si ferma e ammette la propria colpa. Non è ancora il sacramento della penitenza, che richiede l’assoluzione del sacerdote: è un atto di umiltà liturgica, che dispone il cuore e rende possibile la preghiera comune.

La formula antica, e l’unica in uso in molte lingue, è più drammatica di quella italiana corrente: «mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa», accompagnata dal gesto di battersi il petto. Il gesto non è una scenografia, ma un modo di dire con il corpo ciò che le parole affermano: la colpa è mia, e la riconosco davanti agli altri, non solo dentro di me. Per questo la confessione è rivolta a Dio e ai fratelli: il peccato offende Dio, ma ferisce anche la comunità dei credenti.

Nell’edizione del Messale entrato in vigore nel 2020 la formula si è aperta al femminile, e si dice ora «a voi, fratelli e sorelle». Il gesto e il senso restano quelli di sempre, e la Liturgia delle Ore conserva la stessa confessione all’inizio della preghiera del mattino e della sera.

Perché si invocano Maria, gli angeli e i santi

L’invocazione dei santi compare prima della richiesta di perdono, e non è un dettaglio. Il credente non confessa i suoi peccati a Dio in una stanza vuota: la Chiesa è una comunione, e chi pecca si separa da un corpo che non è soltanto quello dei presenti in chiesa. Per questo il Confiteor nomina la Vergine, gli angeli, i santi e i fratelli: sono i testimoni della sua appartenenza, e insieme coloro di cui ha tradito la fiducia.

Solo dopo averli nominati il fedele chiede la loro intercessione. La teologia soggiacente è che la richiesta di perdono non è un fatto privato: i santi, che hanno vinto la stessa battaglia, possono pregare per chi è ancora in cammino. La formula latina tradizionale nominava esplicitamente san Michele Arcangelo, san Giovanni Battista e i santi apostoli Pietro e Paolo, cioè i patroni della Chiesa romana; la redazione italiana li ha riassunti in «gli angeli, i santi».

Il movimento della preghiera è quindi discendente e insieme fraterno: Dio, Maria, gli angeli, i santi, i fratelli. E la conclusione, «di pregare per me il Signore Dio nostro», indirizza ogni intercessione a Dio solo, da cui viene il perdono. I santi non assolvono: pregano.

Testo del Rito della Messa in lingua italiana. Nella Liturgia delle Ore la stessa confessione apre la preghiera del mattino e della sera.

Fonti

  • Rito della Messa in lingua italiana (CEI) e Liturgia delle Ore

Testo della tradizione cattolica. Vedi Fonti e diritti.