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Preghiera

Corona della Divina Misericordia

La Corona della Divina Misericordia, devozione dettata a santa Faustina Kowalska, da recitare sulla corona del rosario.

La Corona della Divina Misericordia è una devozione che si recita sulla comune corona del Rosario, offrendo al Padre il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù per implorare misericordia per sé, per i propri cari e per il mondo intero. Secondo il racconto tramandato da suor Faustina Kowalska, sarebbe stata Gesù stesso a dettargliela, a Vilnius, nel settembre del 1935. La Chiesa l’ha approvata e diffusa dopo la canonizzazione di Faustina, avvenuta nel 2000, ma non è una preghiera liturgica: è una devozione, affidata alla pietà dei fedeli.

Testo

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Si comincia con il Padre Nostro, l’Ave Maria e il Credo.

Sui grani grandi, all’inizio di ogni decina: Eterno Padre, io ti offro il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità del tuo dilettissimo Figlio e Signore nostro Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui dieci grani piccoli di ogni decina: Per la sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Le due invocazioni si ripetono per cinque decine.

Alla fine, per tre volte: Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

E ancora, per tre volte: O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in te.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Suor Faustina e il Diario

Faustina Kowalska nacque in Polonia nel 1905 ed entrò nella Congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia. Visse quasi tutta la sua breve vita in convento, tra i lavori più umili, e morì nel 1938, a trentatré anni. Dal 1931 ebbe visioni e colloqui interiori, che annotò in un diario su ordine dei suoi confessori, e in quelle pagine è raccolta la devozione alla Divina Misericordia che avrebbe poi attraversato tutta la Chiesa.

Secondo il diario, la sera del 13 settembre 1935, mentre era nella sua cella, Faustina vide un angelo incaricato di punire la terra e cominciò a supplicare Dio per il mondo. Le parole di quella supplica sono la preghiera di offerta che sta sui grani grandi della corona. Gesù le avrebbe poi detto di recitarla per nove giorni sulla comune corona del rosario, con le due invocazioni che si alternano sui grani. Faustina è stata beatificata nel 1993 e canonizzata il 30 aprile 2000 da papa Giovanni Paolo II, che aveva voluto la festa della Divina Misericordia nella domenica dopo Pasqua.

La corona, nella pratica, si recita di solito alle tre del pomeriggio, l’ora che la tradizione indica come l’ora della Misericordia, oppure in qualunque momento, e si possono usare le stesse cinque decine del Rosario. La promessa legata alla sua recita, quella che riguarda la grazia di una buona morte, è estesa dalla tradizione anche agli agonizzanti accanto ai quali la corona viene recitata.

Una devozione, non una preghiera liturgica

È importante dirlo con precisione: la Corona della Divina Misericordia non è una preghiera liturgica. Non appartiene alla Messa né alla Liturgia delle Ore, e non è un testo ufficiale del rito. È entrata nella vita della Chiesa attraverso una rivelazione privata, e la Chiesa l’ha accolta, approvata e diffusa dopo la canonizzazione di Faustina. Il testo qui riportato è quello diffuso oggi, nella forma in uso dopo il 2000, e non va confuso con i testi della liturgia.

Gli scritti di Faustina e la preghiera sono inoltre in pubblico dominio in Italia, perché l’autrice è morta nel 1938, da più di settant’anni. È una delle devozioni più recitate del mondo cattolico, e nella sua semplicità ripete un’unica cosa: offrire a Dio la passione di Gesù e chiedere misericordia, per sé e per tutti gli uomini.

Devozione dettata secondo il Diario di santa Faustina Kowalska (1905-1938). Testo diffuso dalla Chiesa dopo la canonizzazione del 2000.

Fonti

  • Devozione dettata a santa Faustina Kowalska, diffusa dalla Chiesa dopo la canonizzazione del 2000

Testo della tradizione cattolica. Vedi Fonti e diritti.