Preghiera
Credo
Il Credo degli Apostoli, il simbolo battesimale: testo completo, origine del nome e differenza dal Credo della Messa.
Il Credo è la professione di fede con cui il cristiano dichiara ciò in cui crede. Nella sua forma più antica, detta Simbolo degli Apostoli, è il credo del battesimo: chi si battezza lo pronuncia come risposta alla chiamata di Dio, e la Chiesa lo fa ripetere ai bambini e agli adulti prima dell’acqua. Nella preghiera quotidiana e nella Liturgia delle Ore è questo il testo che si recita, mentre nella Messa domenicale si usa il simbolo niceno-costantinopolitano.
Testo
Io credo in Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra.
E in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente: di là verrà a giudicare i vivi e i morti.
Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.
Amen.
Un simbolo «degli Apostoli»
Il testo non è stato scritto dagli apostoli. È il simbolo battesimale della Chiesa di Roma, cresciuto tra il II e il III secolo nelle formule con cui i catecumeni professavano la fede prima del battesimo: tre domande sul Padre, sul Figlio e sullo Spirito Santo, a cui il battezzando rispondeva «credo». Il titolo di Simbolo degli Apostoli compare verso il 390, in una lettera dei vescovi riuniti nel concilio di Milano a papa Siricio, firmata tra gli altri da sant’Ambrogio.
La tradizione antica, riferita da Rufino, raccontava che ciascuno dei dodici apostoli avesse dettato uno dei dodici articoli della fede, ispirato dallo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste. Fino al XV secolo il simbolo fu attribuito agli apostoli stessi. Il Catechismo della Chiesa Cattolica spiega il nome in modo più sobrio: è così chiamato perché a buon diritto è ritenuto il riassunto fedele della fede degli apostoli. Non la loro penna, dunque, ma la loro predicazione.
La differenza dal Credo niceno-costantinopolitano
Il Credo che si canta o si recita nella Messa è un altro testo, più lungo e più tardo. Fu formulato in due tappe: il concilio di Nicea nel 325, per rispondere all’arianesimo e affermare che il Figlio è «della stessa sostanza del Padre», e il concilio di Costantinopoli nel 381, che completò la dottrina sullo Spirito Santo. Da qui il nome di simbolo niceno-costantinopolitano.
Le differenze si vedono subito. Il simbolo della Messa dice «Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato» e «per mezzo di lui tutte le cose sono state create»; professa lo Spirito «che procede dal Padre e dal Figlio» e la Chiesa «una, santa, cattolica e apostolica». Il Simbolo degli Apostoli tace su questi punti perché è più antico: quando fu fissato, le controversie che li avevano resi necessari non erano ancora scoppiate.
I due simboli non si escludono, e la Chiesa li considera entrambi autorevoli. Il Credo apostolico resta il testo del battesimo e della Veglia pasquale, dove la sua forma breve e memorabile permette di rinnovare le promesse battesimali; il simbolo niceno-costantinopolitano è la professione solenne dell’assemblea eucaristica.
Simbolo battesimale della Chiesa di Roma. Testo secondo il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Fonti
- Simbolo degli Apostoli (Catechismo della Chiesa Cattolica, 194)
Testo della tradizione cattolica. Vedi Fonti e diritti.