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8 aprile

Sant'Ágabo, profeta.

profeta

Agabo è un profeta della prima comunità cristiana, ricordato dagli Atti degli Apostoli in due episodi e commemorato l'8 aprile. Non si conosce né il luogo di origine né la data della sua morte: le uniche notizie che lo riguardano vengono dal Nuovo Testamento, e su tutto il resto le fonti tacciono o divergono.

Negli Atti compare la prima volta a Gerusalemme, tra i profeti scesi in quei giorni ad Antiochia. In piedi nell'assemblea annunciò, mosso dallo Spirito, una grande carestia su tutta la terra, quella che secondo Luca avvenne sotto l'imperatore Claudio. L'annuncio non serviva a spaventare: la comunità di Antiochia si autotassò e mandò aiuti ai fratelli della Giudea.

Anni dopo, a Cesarea, Agabo incontra Paolo. Prende la cintura dell'apostolo, se la lega ai piedi e alle mani e dice che lo Spirito annuncia questo: l'uomo a cui appartiene la cintura sarà legato così dai Giudei a Gerusalemme e consegnato nelle mani dei pagani. È uno dei gesti simbolici con cui i profeti biblici comunicavano un messaggio. Paolo capisce l'avvertimento e prosegue ugualmente il viaggio verso la città.

Il nome Agabo sembra la resa greca di un termine semitico, ma la sua etimologia non è certa. Non sappiamo come sia morto. Una tradizione lo annovera fra i settanta discepoli del Signore e lo vuole martirizzato ad Antiochia, ma si tratta di notizie tarde e non verificabili, e gli Atti si interrompono senza dirne nulla.

La sua memoria ha avuto anche una storia liturgica incerta: il nuovo Martyrologium Romanum gli ha riservato una commemorazione l'8 aprile, e la sua figura è venerata anche dalle Chiese orientali, che lo contano tra i settanta discepoli. Di lui restano due scene soltanto, ma sono precise: un profeta che legge gli avvenimenti prima che accadano e un gesto che lega un uomo come un prigioniero.