21 aprile
Sant'Anselmo, vescovo e dottore della Chiesa.
vescovo e dottore della chiesa
Anselmo nacque ad Aosta intorno al 1033, in una famiglia nobile. La madre, Ermemberga, di profonda religiosità, curò la sua prima formazione; il padre, Gandolfo, uomo duro e dedito ai beni terreni, non condivideva le sue inclinazioni. Rimasto orfano di madre, lasciò la casa paterna e passò le Alpi. Dopo un primo periodo in Borgogna, entrò nel monastero di Bec, in Normandia, dove era priore Lanfranco, e ne divenne monaco.
A Bec fu prima priore e poi abate, e per anni si dedicò all'insegnamento e allo studio. Nella quiete del monastero scrisse le opere che lo resero celebre: il Monologion e il Proslogion, in cui cerca di mostrare con la sola ragione l'esistenza di Dio, con il ragionamento che sarà chiamato argomento ontologico, e il Cur Deus homo, sulla necessità dell'incarnazione. Il suo principio era la fede che cerca di comprendere, espressione che riassume il senso del suo lavoro.
Nel 1093 fu chiamato a reggere la sede arcivescovile di Canterbury, in Inghilterra. Il suo episcopato fu segnato dal conflitto con il potere regio per la libertà della Chiesa. Si oppose ai re Guglielmo II e poi Enrico I, che pretendevano di disporre delle cariche ecclesiastiche e dei beni delle diocesi, e per due volte fu costretto all'esilio, tra il 1097 e il 1100 e di nuovo tra il 1103 e il 1106.
Gli anni dell'esilio li trascorse in parte a Roma e in parte in Francia, continuando a scrivere e a sostenere la causa della Chiesa. Tornato a Canterbury nel 1106, riprese il governo della diocesi, ormai stanco e malato. Morì il 21 aprile del 1109, assistito, secondo il racconto tramandato, dalle parole del Vangelo di quel giorno.
Fu sepolto nella cattedrale di Canterbury. La tradizione vuole che sia stato elevato all'onore degli altari da Alessandro III nel 1163, mentre altre fonti indicano il 1170; nel 1720 Clemente XI lo proclamò dottore della Chiesa. La sua memoria cade il 21 aprile.