2 maggio
Sant'Atanasio, vescovo e dottore della Chiesa.
vescovo e dottore della chiesa
Atanasio governò la Chiesa di Alessandria d'Egitto per quasi mezzo secolo e fu il principale avversario dell'arianesimo, la dottrina che negava la piena divinità di Cristo. Per questa battaglia subì più volte l'esilio, e la sua vicenda si intrecciò con quella di quattro imperatori.
Era nato ad Alessandria intorno al 295, da una famiglia cristiana, e aveva ricevuto una buona formazione letteraria. Da giovane conobbe Antonio, il padre del monachesimo egiziano, e ne restò legato per tutta la vita. Nel 325, ancora diacono, accompagnò il vescovo Alessandro al concilio di Nicea, dove fu proclamata la consustanzialità del Figlio con il Padre. Tre anni più tardi, morto Alessandro, fu acclamato vescovo dalla comunità alessandrina.
Da allora la storia di Atanasio è la storia di una lotta continua contro l'arianesimo, che nel frattempo trovava appoggio alla corte imperiale. Fu deposto e mandato in esilio a Treviri nel 335; tornò nel 337, alla morte di Costantino. Un secondo esilio lo portò a Roma fra il 339 e il 346, fino al concilio di Sardica che lo riabilitò. Un terzo lo costrinse a nascondersi per anni nel deserto egiziano, tra i monaci. Seguirono un breve esilio sotto Giuliano e uno sotto Valente. Il numero complessivo degli esili varia da quattro a cinque secondo le fonti, che non concordano su tutti i particolari.
Nei periodi di pace si occupò della sua Chiesa e della diffusione dell'ideale monastico: scrisse la vita di Antonio, che contribuì a far conoscere anche in Occidente. Ai suoi avversari sembrava un uomo solo contro tutti, e proprio così lo ricordarono i suoi sostenitori.
Morì ad Alessandria il 2 maggio 373, nel quarantaseiesimo anno del suo sacerdozio, dopo essere potuto rientrare nella sede che gli era stata affidata. La Chiesa lo venera come vescovo e dottore.