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14 febbraio

Santi Cirillo, monaco, e Metodio, vescovo.

monaco

Cirillo e Metodio erano due fratelli nati a Tessalonica, l'attuale Salonicco, in Grecia, allora territorio dell'Impero bizantino. Metodio nacque attorno all'825; due anni dopo venne alla luce il fratello, che al battesimo ricevette il nome di Costantino e solo in punto di morte, facendosi monaco, prese quello di Cirillo con cui è passato alla storia. Entrambi ebbero una solida formazione nella cultura di Costantinopoli.

Cirillo si distinse come studioso, conoscitore del greco, del latino, dell'ebraico e di altre lingue. Attorno ai trentacinque anni l'imperatore Michele III lo inviò presso i Cazari, a nord del Mar Nero, come esperto di dispute religiose. Intorno all'863 fu la volta di una missione ben più importante, nella Grande Moravia, chiesta dal principe del luogo per contrastare l'influenza del clero germanico. Per tradurre le Scritture in una lingua che la gente potesse capire, Cirillo ideò un nuovo alfabeto, detto glagolitico, di una quarantina di lettere, adattato alla fonetica slava. I due fratelli tradussero la Bibbia, i libri liturgici e alcuni testi giuridici, e lo slavo divenne lingua della liturgia. L'alfabeto che oggi si chiama cirillico fu invece elaborato più tardi, nel X secolo, da un loro discepolo.

Nell'867 Cirillo e Metodio si recarono a Roma, dove papa Adriano II andò loro incontro e approvò l'uso della lingua slava nella liturgia. Cirillo, ammalatosi, si fece monaco e morì a Roma il 14 febbraio 869; fu sepolto nella basilica di San Clemente. Metodio fu consacrato vescovo e rinviato in Moravia, dove continuò l'opera tra molte ostilità, fino a subire due anni di prigionia in Baviera per l'opposizione del clero tedesco. Morì il 6 aprile 885 a Velehrad.

I due fratelli sono celebrati insieme il 14 febbraio, anniversario della morte di Cirillo. Il 31 dicembre 1980 Giovanni Paolo II li proclamò, con san Benedetto, compatroni d'Europa.