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2 novembre

Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Commemorazione

Il 2 novembre la Chiesa cattolica dedica la giornata alla memoria di tutti i fedeli defunti. Non è la festa di un santo, ma la commemorazione di tutti coloro che sono morti nella fede e non sono stati canonizzati: i parenti, gli amici, i fedeli comuni, di ogni epoca e di ogni luogo.

La preghiera per i morti è antichissima, anteriore al cristianesimo stesso. Il secondo libro dei Maccabei, scritto prima di Cristo, riferisce che Giuda Maccabeo fece offrire un sacrificio per i soldati caduti, perché fossero liberati dal peccato, e commenta che è cosa santa e salutare pregare per i defunti. Le prime comunità cristiane conservarono questa pratica: nei loro riti si facevano i nomi dei morti da raccomandare a Dio.

La giornata fissata al 2 novembre, cioè il giorno dopo la festa di tutti i santi, è invece medievale. Nel 998 Odilone, abate di Cluny, stabilì che in tutti i monasteri della sua congregazione, dopo i vespri di Ognissanti, si celebrasse la memoria di tutti i defunti e si pregasse per loro. L'usanza si estese rapidamente dalle case cluniacensi a tutta l'Europa e finì per entrare nel calendario della Chiesa latina.

Il fondamento è dottrinale. Nella comunione dei santi la Chiesa che pellegrina sulla terra, quella che si purifica dopo la morte e quella che gode della visione di Dio formano un solo corpo, e la preghiera dei vivi può soccorrere chi è ancora in cammino verso la beatitudine. Per questo in quel giorno si prega e si celebra l'eucaristia per i defunti, e in molti luoghi si usa visitare i cimiteri.

Dal 1915 i sacerdoti hanno il permesso di celebrare tre messe il 2 novembre, una facoltà concessa da Benedetto XV durante la prima guerra mondiale. Non è una festa di precetto, ma è una delle ricorrenze più sentite dell'anno liturgico.

Fonti

  • Calendario Romano Generale, 2 novembre

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