11 marzo
San Costantino, re.
re
Il 11 marzo la Chiesa cattolica ricorda san Costantino, re della Dumnonia, l'odierna Cornovaglia, e martire. Non si tratta dell'imperatore Costantino, che le Chiese d'Oriente venerano il 21 maggio, ma di un sovrano del sesto secolo, morto a Kintyre, in Scozia, il 9 maggio del 576.
Di lui la fonte più antica è il monaco Gildas, quasi contemporaneo, che lo definì con durezza il cucciolo tirannico dell'impura leonessa di Dumnonia. La tradizione vuole che la prima parte della sua vita fosse davvero scellerata: sacrilego e responsabile di più omicidi, si sarebbe separato dalla moglie, figlia del re di Bretagna, per essere più libero. Quel poco che si sa di certo su di lui sta tutto nella testimonianza di Gildas.
Dopo la conversione al cristianesimo la sua vita cambiò radicalmente. Abbandonò il trono e si ritirò in un monastero irlandese, dove rimase sette anni in austerità e penitenza, dedicandosi allo studio delle Scritture. Consacrato sacerdote, fu invitato in Scozia sotto la guida di san Colomba per evangelizzare le popolazioni locali.
La vicenda delle fonti è complicata da un caso di omonimia. Fino all'edizione del Martirologio Romano promulgata nel 1956, all'11 marzo compariva un altro san Costantino, confessore di Cartagine, del quale non si hanno notizie.
Morì martire in Scozia: il Martirologio Romano lo ricorda come san Costantino, re, discepolo di san Colomba e martire. Secondo la tradizione fu ucciso da fanatici pagani durante la sua opera di evangelizzazione, il 9 maggio del 576.