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15 aprile

San Crescente, martire.

martire

Il Martirologio Romano ricorda il 15 aprile san Crescente, che subì il martirio sul rogo a Mira, in Licia, nella regione oggi compresa nella Turchia meridionale. Di lui non si sa quasi nulla al di là di questo: il nome, il luogo e il genere della morte. Non esistono atti attendibili né un racconto della sua vita, e la biografia che se ne può tracciare riguarda più la storia del suo culto che la sua persona.

Il culto è però antico. Il calendario marmoreo di Napoli, un documento epigrafico dei primi secoli cristiani, ne fissava la memoria al 28 maggio, giorno in cui anche i sinassari bizantini lo veneravano, collocandolo però tra il 13 e il 15 maggio. A Mira esisteva una basilica dedicata a due martiri, Crescente e Dioscoride.

Una parte della confusione nasce dalle liste di martiri. Il cardinale Cesare Baronio, nel rifare il Martirologio alla fine del Cinquecento, aveva inserito al 28 maggio un gruppo di martiri formato da Crescente con Dioscoride, Paolo ed Elladio; la critica successiva riconobbe in quel gruppo una costruzione erudita, non una memoria reale. La riforma del calendario seguita al concilio Vaticano II riportò la memoria di Crescente al 15 aprile e alla sola Mira.

Anche il nome resta incerto. Crescente era un nome comune nel mondo romano, e non si può escludere che dietro il martire di Mira stiano più figure venerate in luoghi diversi e poi confuse tra loro. La data del martirio non è nota: le poche indicazioni disponibili non permettono di collocarlo in un anno preciso, e gli studiosi si limitano a rimandare al periodo delle persecuzioni.

La Chiesa lo venera il 15 aprile insieme agli altri martiri della Licia, di cui le fonti conservano il nome ma non la storia. La sua figura, ridotta a un nome e a un modo di morire, è rappresentativa di tanti santi antichi: ciò che resta non è una biografia, ma la traccia di una comunità che li ha ricordati.