5 aprile
Domenica di Pasqua – Resurrezione del Signore.
La Domenica di Pasqua, che nel 2026 cade il 5 aprile, è la solennità più importante dell'anno liturgico cattolico: la risurrezione di Gesù, il fatto su cui la fede cristiana dichiara di reggersi.
Non ha una data fissa. Fu il concilio di Nicea, nel 325, a stabilire che tutte le Chiese la celebrassero nello stesso giorno, e la regola che ne derivò è questa: la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera, calcolato secondo il computo alessandrino. Due esigenze pesavano sulla scelta, che la Pasqua cadesse di domenica, il giorno della risurrezione, e che non coincidesse con la Pasqua ebraica. Ne segue un intervallo preciso: la data può cadere tra il 22 marzo e il 25 aprile.
Il calcolo non è una curiosità da almanacco, perché dalla Pasqua dipendono tutte le feste mobili dell'anno, dalle Ceneri alla Settimana Santa, dall'Ascensione alla Pentecoste. La differenza fra calendario gregoriano e calendario giuliano fa sì che le Chiese ortodosse celebrino spesso la Pasqua in un'altra domenica.
La festa comincia la notte precedente, con la veglia pasquale, e continua nella messa del giorno, che si apre con la sequenza Victimae paschali laudes. Il cero pasquale resta acceso. Il tempo pasquale dura cinquanta giorni, fino a Pentecoste, e i primi otto formano l'ottava di Pasqua, celebrata come se fosse un unico giorno. In tutto il periodo, al posto dell'Angelus si recita il Regina caeli.
Per il cristianesimo la risurrezione non è un simbolo ma un avvenimento: la tomba trovata vuota, le apparizioni, gli apostoli che da impauriti diventano annunciatori. Paolo lo scrive in una pagina molto citata: se Cristo non è risorto, vuota è la predicazione e vana la fede. Su questo la Chiesa fonda tutto il resto, e per questo la Pasqua chiude i tre giorni cominciati con la cena del Giovedì Santo.