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7 maggio

Santa Domitilla, martire.

martire

Flavia Domitilla apparteneva alla famiglia imperiale dei Flavi, e la sua vicenda è nota attraverso due testimonianze antiche che non concordano fra loro. La Chiesa cattolica la ricorda come martire il 7 maggio.

Eusebio di Cesarea, nella Storia ecclesiastica, scrive che nell'anno quindicesimo di Domiziano, cioè nel 95, Flavia Domitilla, nipote per parte della sorella del console Flavio Clemente, fu deportata nell'isola di Ponza insieme con molti altri per aver confessato Cristo. Dione Cassio, nella Storia romana, racconta invece che Domiziano fece uccidere Flavio Clemente, suo cugino, e relegò in esilio la moglie Flavia Domitilla, anch'ella sua consanguinea, accusati entrambi di ateismo, che era l'accusa rivolta dai pagani ai cristiani.

Gli studiosi si sono divisi a lungo: alcuni, fra cui Mommsen, pensarono a una sola persona; altri, come De Rossi, sostennero che le Domitille erano due. Un'iscrizione nella basilica dei Santi Nereo e Achilleo, a Roma, ricorda Tazia Baucilla, nutrice dei sette figli di Flavio e di Flavia Domitilla, e precisa che questa era nipote di Vespasiano: il dato conferma Dione Cassio. San Girolamo racconta che la vedova Paola visitò a Ponza il luogo dove la santa aveva sopportato un lungo martirio.

Meno attendibile è la Passio leggendaria, non anteriore al quinto secolo, che fa di Nereo e Achilleo due eunuchi di Domitilla e i suoi convertitori: il carme di Damaso dice invece che erano militari al servizio del persecutore. Il nome di Domitilla entrò nel Martirologio Romano solo nel 1595, e nel 1969 fu tolto dal calendario generale, perché il culto non aveva radici nella tradizione antica.

Di lei restano alcuni dati solidi, l'appartenenza ai Flavi, la fede cristiana e l'esilio sotto Domiziano, insieme a molti particolari devoti che la ricerca storica non può confermare. Il suo corpo è venerato nella chiesa romana dei Santi Nereo e Achilleo.