15 febbraio
Santi Faustino e Giovíta, martiri.
martiri
Faustino e Giovita sono i patroni di Brescia. Furono due giovani di famiglia nobile bresciana, probabilmente fratelli, vissuti nel II secolo e avviati alla carriera militare. Convertiti al cristianesimo, si dedicarono all'annuncio del Vangelo nelle terre bresciane; la tradizione riferisce che il vescovo Apollonio battezzò Faustino e poi lo ordinò presbitero, mentre Giovita, anch'egli uomo, fu ordinato diacono. Entrambi subirono il martirio tra il 120 e il 134, sotto l'imperatore Adriano; furono decapitati poco fuori delle mura della città, presso la porta Matolfa, e sepolti nel vicino cimitero di San Latino.
Attorno a questo nucleo storico si è sviluppata una leggenda assai ricca, la Legenda maior, che appartiene al genere dei racconti martiriali dell'epoca. In essa i due fratelli vengono dati in pasto alle belve, che si accovacciano mansuete ai loro piedi; sono scorticati vivi e messi al rogo, ma le fiamme non toccano nemmeno le loro vesti; sono portati a Milano, a Roma e a Napoli; gettati in mare su una barchetta, vengono riportati a riva. La leggenda colloca così i loro supplizi in più luoghi d'Italia, e in questo rispecchia la larga diffusione del loro culto.
Il culto è antico e ben attestato, e ne parlano le fonti già nel VI secolo. Nel IX secolo i corpi dei due martiri furono trasferiti nella chiesa di San Faustino Maggiore, dove si trovano tuttora. Dal 1485 Faustino e Giovita sono riconosciuti patroni della diocesi e della città di Brescia; nel 1438, durante un assedio delle truppe milanesi, i due santi sarebbero apparsi sulle mura difendendo la città, episodio che rafforzò la devozione dei bresciani.
La loro memoria è fissata al 15 febbraio. Nel 1969 la festa fu tolta dal calendario generale della Chiesa, perché gli Atti che la tramandano sono in gran parte leggendari; i due martiri restano però iscritti nel Martirologio Romano.