24 aprile
San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire.
sacerdote e martire
Fedele nacque a Sigmaringen, in Svevia, nel 1577 o secondo altre fonti nel 1578. Il suo nome di battesimo era Marco Roy. Studiò dapprima filosofia e poi diritto canonico e civile, conseguendo i titoli dottorali, e per qualche tempo esercitò come avvocato a Ensisheim. Lasciò la professione forense, secondo le fonti per il disprezzo delle cause ingiuste che vi vedeva, e si fece sacerdote.
Nel 1612 entrò nell'ordine dei frati minori cappuccini a Friburgo, prendendo il nome di Fedele. Si distinse come predicatore e resse come guardiano diversi conventi, a Rheinfelden, Feldkirch e Friburgo. Si occupò anche dell'assistenza religiosa alle truppe e durante alcune epidemie.
L'anno decisivo fu il 1621, quando la Congregazione de Propaganda Fide lo destinò alla missione fra i protestanti dei Grigioni, nei territori svizzeri di lingua tedesca dove si era affermata la riforma zwingliana. Lavorò nel Prättigau, predicando e cercando di ricondurre le popolazioni al cattolicesimo, e la sua attività suscitò tensioni crescenti in una regione già attraversata da contrasti politici e religiosi.
Il 24 aprile del 1622, dopo aver celebrato la messa e predicato a Grüsch, si recò a Seewis. Qui fu assalito da un gruppo di oppositori e ucciso, all'età di circa quarantaquattro anni. Il suo corpo fu più tardi trasferito prima a Coira e poi a Feldkirch, dove è venerato.
Le fonti divergono su alcuni dettagli, come l'anno esatto di nascita e le circostanze precise dell'aggressione. La Chiesa lo ricorda come primo martire della Congregazione de Propaganda Fide. Fu beatificato nel 1729 da Benedetto XIII e canonizzato il 29 giugno 1746 da Benedetto XIV.