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8 febbraio

San Girolamo Emiliani.

Girolamo Emiliani nacque a Venezia nel 1486, quarto figlio di una famiglia nobile decaduta che viveva di commercio. Quando aveva circa dieci anni il padre si uccise. Come molti giovani veneziani del suo tempo aspirava alla carriera militare e nel 1509 si arruolò.

Nel 1511, durante l'assedio alla fortezza di Castelnuovo di Quero, lungo il Piave, cadde prigioniero degli imperiali. La detenzione durò appena un mese, ma lo cambiò: nella fame e nella paura trovò le parole per pregare e promise alla Madonna di convertirsi in cambio della libertà. Scarcerato, si rifugiò a Treviso e, sotto la guida di Gian Pietro Carafa, il futuro papa Paolo IV, e nell'ambiente del gruppo del Divino Amore, cominciò a leggere la Bibbia e a cambiare vita.

La prima occasione per mettere alla prova il suo proposito fu la peste che colpì Venezia nel 1528. Girò per la città con un gruppo di volontari per assistere i malati, ai quali destinò tutti i suoi beni; si ammalò lui stesso e guarì. Da quel momento la sua carità si rivolse ai poveri, alle prostitute e soprattutto agli orfani. Quando morì suo fratello Luca, si fece carico dei suoi tre figli.

Raccolse i primi ragazzi abbandonati e nel 1532 fondò un orfanotrofio a Verona, chiamato dal vescovo Gian Matteo Giberti, poi altri a Brescia, Bergamo, Como, Milano e Pavia. Ai suoi giovani faceva insegnare un mestiere, perché il lavoro dell'orfanotrofio contribuisse al suo sostentamento, e accanto al lavoro metteva la preghiera e il catechismo. Nel 1535 il primo gruppo di seguaci prese il nome di Servi dei poveri.

Da quel nucleo nacque la Congregazione dei Chierici Regolari di Somasca, detti somaschi, eretta a ordine da Pio V nel 1568. Girolamo morì di peste a Somasca, vicino a Bergamo, l'8 febbraio 1537, mentre assisteva i malati. Fu canonizzato nel 1767 da Clemente XIII, e nel 1928 Pio XI lo proclamò patrono dei fanciulli orfani o abbandonati.