16 febbraio
Santa Giuliana, vergine e martire.
vergine e martire
Giuliana è una vergine e martire dei primi secoli cristiani, venerata il 16 febbraio. La tradizione la dice nata a Nicomedia, in Asia Minore, attorno al 285, da famiglia nobile. Il più antico riferimento è però di altro tenore: il Martirologio geronimiano, nell'indicare la sua festa al 16 febbraio, ne colloca la nascita a Cuma, in Campania. Le fonti divergono dunque già sul luogo, e questo dice quanto poco si sappia davvero di lei.
Secondo il racconto tradizionale, Giuliana era promessa in sposa al prefetto romano della provincia, che era pagano. Lei pose una condizione: avrebbe accettato le nozze solo se lui si fosse convertito. L'uomo, temendo le persecuzioni volute da Diocleziano, pretese invece che lei rinunciasse alla fede, e al suo rifiuto la fece torturare e infine decapitare, tra il 304 e il 305.
Alla vicenda storica si è sovrapposta una leggenda molto diffusa nel Medioevo. Si racconta che in carcere il demonio le sia apparso sotto le sembianze di un angelo per indurla a sacrificare agli dei; Giuliana lo smascherò, lo legò con le stesse catene che la tenevano prigioniera e lo trascinò con sé fino al luogo del supplizio. Per questo è raffigurata con il diavolo incatenato ai piedi, oltre che con la palma del martirio e la spada.
Il suo culto fu vastissimo nel Medioevo e la rese patrona dei malati e delle donne in attesa, invocata anche contro le febbri. Nel 1207 le sue reliquie furono portate a Napoli; oggi sono conservate a Montevergine, in provincia di Avellino. La memoria liturgica ricorre il 16 febbraio.