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27 febbraio

Santi Giuliano ed Euno, martiri.

martiri

Giuliano ed Euno furono due martiri cristiani di Alessandria d'Egitto. La loro vicenda è nota soprattutto attraverso una lettera di Dionigi, vescovo di Alessandria, inviata a Fabiano di Antiochia e riportata poi da Eusebio di Cesarea nella sua Storia ecclesiastica. Il racconto si colloca durante la persecuzione ordinata dall'imperatore Decio, attorno al 249 o 250.

Giuliano era un cristiano di condizione media, affetto da podagra, una malattia che colpiva i piedi e lo rendeva incapace di camminare e persino di stare in piedi. Denunciato come cristiano, fu convocato davanti al giudice e vi si fece portare su una sedia da due servi, anch'essi cristiani. Davanti al tribunale uno dei due rinnegò la fede, mentre l'altro, di nome Cronione ma soprannominato Euno, rimase fedele e, insieme al suo padrone, confessò Cristo rifiutando di compiere i sacrifici agli dèi pagani.

La condanna fu esemplare e crudele. I due furono legati su dei cammelli e portati in giro per tutta la città, flagellati davanti alla folla. Giunti al luogo del supplizio, secondo il racconto furono gettati in un grande rogo e bruciati vivi; alcune indicazioni dei sinassari bizantini riferiscono invece che furono gettati nella calce viva. Su questo dettaglio le fonti divergono, ma la sostanza della morte per la fede non è in discussione.

La lettera di Dionigi nomina in tutto tredici martiri alessandrini, uccisi in modo simile, ma commemorati in gruppi e in date diverse dai martirologi. I nomi di Giuliano e di Euno compaiono già negli antichi martirologi di Floro e di Adone; Floro li colloca al 20 febbraio, Adone al 27.

Il Martirologio Romano, seguendo Adone, ne fa memoria il 27 febbraio, mentre nel rito bizantino sono ricordati il 30 ottobre insieme ad altri martiri alessandrini, uccisi come loro lungo i secoli delle persecuzioni.