17 aprile
Sant'Innocenzo, vescovo.
vescovo
Sant'Innocenzo fu vescovo di Tortona, l'antica Dertona, in Piemonte. Il Martirologio Romano lo ricorda il 17 aprile, giorno della sua morte nel 353. La sua figura è legata alla ricostruzione della Chiesa locale dopo l'ultima grande persecuzione; le notizie che lo riguardano provengono in gran parte dalla tradizione della sua città.
Secondo questa tradizione nacque a Tortona intorno al 285, in una famiglia nobile che proteggeva i cristiani del luogo e che fu travolta dalla persecuzione di Diocleziano. Nel 303, a ventidue anni, fu imprigionato e i beni di famiglia confiscati; il vescovo della città, Giuliano, era stato decapitato e la sede rimase vacante per anni. Solo dopo la pace di Costantino, nel 313, Innocenzo poté recarsi a Roma per riottenere i beni paterni.
A Roma trovò l'appoggio di papa Silvestro, che lo ordinò diacono e poi lo consacrò vescovo di Tortona il 24 settembre del 325. Si dedicò a riorganizzare la comunità cristiana della città e delle campagne, in un territorio ancora in gran parte pagano. I beni di famiglia andarono alla diocesi e servirono a costruire chiese: una basilica sul colle sopra la città, la chiesa dei Dodici Apostoli, quella di Santo Stefano e Santa Maria con un battistero ottagonale.
Al posto di una sinagoga, che fece demolire, edificò la cattedrale, dove era stato ucciso il vescovo Giuliano. Con la sorella Innocenza pose le premesse di quello che sarebbe diventato il monastero di Sant'Eufemia. Alla sua iniziativa la tradizione attribuisce anche il ritrovamento delle reliquie di san Marziano, primo vescovo di Tortona.
Morì il 17 aprile del 353, dopo aver retto la diocesi per ventotto anni, e fu sepolto in una delle chiese che aveva costruito. Restò a lungo venerato a Tortona, dove un ciclo di tele nella sacrestia del duomo ne racconta la vicenda. Le notizie più antiche su di lui sono scarse e in buona parte locali.