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6 marzo

San Marciano, vescovo e martire.

vescovo e martire

Marciano, noto anche come Marziano, è venerato come primo vescovo di Tortona e martire, e la tradizione fissa la sua morte nell'anno 122, sotto l'imperatore Adriano. È il patrono della città in provincia di Alessandria e di Genola, in provincia di Cuneo.

Di famiglia pagana, secondo la tradizione sarebbe stato convertito da san Barnaba, compagno di san Paolo, e poi confermato nella fede da san Siro, vescovo di Pavia. Alla guida della comunità di Tortona sarebbe rimasto per quarantacinque anni. Il racconto del martirio è scarno ed essenziale, senza episodi miracolosi, e per questo alcuni studiosi lo ritengono antico: sarebbe stato denunciato al prefetto Saprizio e ucciso non durante una persecuzione generale, ma in seguito a una delazione individuale, in un'epoca in cui il cristianesimo restava formalmente illecito, ma l'imperatore Adriano aveva posto limiti alle denunce e alle ricerche d'ufficio.

Sulla sua figura le fonti non concordano. Alcuni documenti dell'ottavo secolo che lo nominano non lo indicano come vescovo; fu Valafrido Strabone, in occasione della costruzione di una chiesa in suo onore, a chiamarlo primo vescovo della comunità derthonese e martire. Un documento del decimo secolo lo dice invece vescovo di Ravenna, martire e sepolto a Tortona.

Le reliquie, secondo la tradizione, furono ritrovate sulla riva sinistra dello Scrivia dal vescovo sant'Innocenzo, suo successore del quarto secolo, e sono conservate nella cattedrale di Tortona. Un osso di un indice è custodito a Genola dalla fine del diciassettesimo secolo.

Fu ucciso a Tortona nel secondo secolo, probabilmente nel 122, dopo quarantacinque anni di ministero episcopale. La sua memoria ricorre il 6 marzo.