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12 febbraio

Santi martiri di Abitene.

Il 12 febbraio del 304, davanti al proconsole Anullino a Cartagine, comparve un gruppo di quarantanove cristiani arrestati nella città di Abitene, in Africa proconsolare, nell'attuale Tunisia. Il loro capo era il prete Saturnino. Con lui c'erano quattro figli: due lettori, Felice e un altro Saturnino, una figlia di nome Maria, consacrata vergine, e il piccolo Ilarione. Il gruppo era stato sorpreso mentre, di domenica, celebrava l'Eucaristia in una casa privata.

Il contesto era la persecuzione voluta dall'imperatore Diocleziano. Un editto del 303 imponeva di consegnare i libri sacri e vietava le riunioni dei cristiani. Il vescovo di Abitene, Fundano, si era piegato consegnando le Scritture; molti fedeli, rimasti senza pastore, avevano continuato a radunarsi in segreto sotto la guida di Saturnino. Scoperti, furono portati davanti ai magistrati della città e poi inviati a Cartagine.

Alla domanda del proconsole, tutti risposero con le stesse parole: erano cristiani e non potevano tralasciare la celebrazione del giorno del Signore. La frase che la tradizione ha tramandato, "senza la domenica non possiamo vivere", riassume la loro risposta. Anullino li fece rinchiudere in carcere. Alcuni furono giustiziati, altri morirono di fame e per le torture subite. Tra loro c'erano un senatore di nome Dativo e diverse donne, tra cui Vittoria, Restituta e Prima. Gli uomini erano trentuno, le donne diciotto o diciannove.

La vicenda è nota attraverso gli Atti del processo, in parte rielaborati da un redattore vicino agli ambienti donatisti, interessati a contrapporre i martiri ai vescovi che avevano consegnato i libri. Gli studiosi hanno individuato le aggiunte e ricostruito il nucleo autentico, confermato dalla testimonianza di sant'Agostino, che nel 411 citò la data consolare del 304. La memoria dei martiri di Abitene ricorre il 12 febbraio.