6 maggio
Santi martiri Mariano e Giacomo.
Mariano e Giacomo morirono martiri in Numidia, decapitati su una rupe a strapiombo su un torrente a Lambesa, la capitale della provincia dove risiedeva il legato imperiale. La Chiesa latina li ricorda il 6 maggio, e il calendario di Cartagine, antichissimo, conferma quella data.
Mariano era lettore e Giacomo diacono, ed erano nativi della Numidia. Mariano aveva già attraversato indenne la persecuzione di Decio per aver confessato la fede; arrestato di nuovo insieme all'amico, fu torturato perché gli accusatori non credevano che fosse un semplice lettore, mentre Giacomo dichiarò subito il proprio grado di diacono.
Anche di loro esiste una Passio, scritta da un compagno di prigionia rimasto anonimo. Il testo racconta che in carcere il diacono Giacomo sognò il vescovo Agapio, già martirizzato, tra i convitati di un banchetto fraterno, e che un bambino annunciò ai due il martirio del giorno seguente. Il racconto è in quindici capitoli e viene ritenuto accurato, cosa rara nelle passioni antiche.
Furono uccisi con la spada insieme a molti altri cristiani, e i loro corpi gettati nel torrente. Fra il quinto e il sesto secolo le reliquie giunsero ad Amelia e di lì a Gubbio, la cui cattedrale è intitolata proprio ai due martiri.
Sull'anno del martirio le fonti non sono concordi: alcune indicano il 258, altre il 259, e quest'ultima data è la più seguita. Il Martirologio Romano li celebra il 6 maggio, mentre Agapio e Secondino, i vescovi uccisi pochi giorni prima, sono commemorati il 4 maggio.