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25 febbraio

San Nestore, vescovo.

vescovo

Nestore fu vescovo di Magydos, città della Panfilia, nella Turchia meridionale odierna. Le notizie che lo riguardano sono molto scarse, e le poche che si hanno provengono in gran parte da tradizioni tarde. Le fonti non concordano nemmeno sulla sede: alcune lo dicono vescovo di Magydos, altre lo collegano a Perge o a Side. Quel che sembra certo è che fu a capo di una comunità cristiana della Panfilia nel terzo secolo.

La sua figura è legata alla persecuzione scatenata dall'imperatore Decio, attorno al 250. Un editto ordinò allora a tutti i sudditi dell'impero di sacrificare agli dèi pagani e di farsi rilasciare un attestato; chi si rifiutava rischiava il carcere e la morte. L'obiettivo principale erano i capi delle comunità cristiane, e Nestore, come vescovo, era tra i primi. Secondo la tradizione fu arrestato mentre pregava nella propria casa.

Il racconto tramandato riferisce un episodio significativo: un magistrato romano avrebbe detto che, finché non si fossero sbarazzati del vescovo, non sarebbero riusciti ad avere ragione dei cristiani. Portato davanti al governatore della regione, indicato talvolta come Pollio, talvolta come Epolio, Nestore rifiutò di sacrificare agli dèi e di rinnegare la fede.

Fu condannato a morte. Secondo una versione fu crocifisso a Perge, sempre nel 250; altre fonti si limitano a dire che fu messo a morte per la sua fede. Su questo punto la documentazione non permette di andare oltre, e la distinzione tra i dati storici e gli ampliamenti devozionali successivi non è sempre possibile.

La Chiesa cattolica ne fa memoria il 25 febbraio, mentre le Chiese ortodosse lo ricordano il 28 febbraio. La scarsità delle fonti rende la sua figura in gran parte avvolta nell'ombra.