28 febbraio
San Romano, abate.
abate
Romano nacque attorno al 390 nei pressi della Sequania, ai piedi della catena del Giura. La fonte principale sulla sua vita è la Vita Patrum Jurensium, scritta verso il 520 da un monaco del monastero di Condat. Entrò giovane nel monastero di Ainay, presso Lione, dove apprese, alla scuola dell'abate Sabino, le tradizioni monastiche di origine orientale e provenzale.
Attratto dall'ideale della vita eremitica, verso i trentacinque anni lasciò il monastero con il permesso dell'abate e si inoltrò nelle foreste del Giura, stabilendosi in un luogo chiamato Condat. La sua fama attirò altri: il primo a raggiungerlo fu il fratello Lupicino, poi si unirono altri compagni. Nacque così il monastero di Condat, e in seguito Romano ne fondò un secondo a Leuconne e un terzo femminile a Le Beaume, affidato a una loro sorella.
Secondo la Vita, nel 444 il vescovo Ilario, in occasione del concilio di Besançon, lo ordinò sacerdote. Le fonti divergono sull'identità di questo vescovo: alcune lo indicano come Ilario di Besançon, altre come Ilario di Arles. Romano governò le comunità con mitezza, dividendo in qualche misura il governo con il fratello Lupicino. La tradizione lo ricorda mentre abbraccia due poveri lebbrosi, che secondo il racconto guarirono; episodi come questo appartengono però al registro agiografico e non si possono trattare come cronaca.
Morì nel 463 e fu sepolto nel monastero. Nel settimo secolo le sue reliquie furono traslate nella chiesa dell'abbazia di Condat. L'abbazia cambiò più volte nome, fino a diventare Saint-Claude nel tredicesimo secolo.
La memoria liturgica cade il 28 febbraio. Il Martirologio Romano lo ricorda come abate che, per primo in quel luogo, condusse vita eremitica e divenne poi padre di moltissimi monaci. Molte delle notizie sulla sua giovinezza restano incerte, perché dipendono da una fonte unica, scritta decenni dopo la sua morte.