12 gennaio
San Bernardo da Corleone.
Religioso cappuccino
Filippo Latino nacque a Corleone, in Sicilia, il 6 febbraio 1605, in una famiglia di calzolai che in paese era nota come la casa dei santi. La casa era aperta ai bisognosi, tanto che vi si lavavano, vestivano e nutrivano i poveri. Filippo imparò il mestiere paterno e ne amministrò la bottega.
Da giovane non fu irreprensibile: le deposizioni del processo di beatificazione ricordano che era pronto a sguainare la spada alla minima provocazione. Nel 1624, a diciannove anni, ferì a una mano un tale che lo aveva sfidato. La figura del duelista formidabile, tramandata da una certa narrativa popolare, va però ridimensionata: le carte parlano di un uomo collerico, non di un sicario di professione. Chiese perdono al ferito, che gli divenne amico, e maturò la vocazione.
Il 13 dicembre 1631, a ventisette anni, vestì l'abito dei frati minori cappuccini nel noviziato di Caltanissetta, prendendo il nome di Bernardo. Passò poi da un convento all'altro della provincia, finché gli ultimi quindici anni li trascorse a Palermo. Il suo incarico abituale fu quello di cuoco e aiutante di cucina, ma si occupò anche degli infermi e si prestò a ogni genere di servizio, compreso il bucato dei confratelli.
Le testimonianze descrivono una vita di preghiera continua, penitenze durissime e una particolare devozione al Crocifisso e all'Eucaristia. Amava trattenersi in chiesa di notte per non lasciare solo il Santissimo, e riceveva la comunione ogni giorno, contro l'usanza del tempo. Negli ultimi anni i superiori lo sollevarono da ogni altro compito tranne il servizio all'altare.
Morì nel convento di Palermo il 12 gennaio 1667. Era stato beatificato nel 1768 da Clemente XIII e fu canonizzato il 10 giugno 2001 da Giovanni Paolo II. La Chiesa lo indica come patrono delle vittime della mafia e delle donne incinte.