29 gennaio
San Costanzo di Perugia.
Vescovo e martire
Costanzo è venerato come primo vescovo di Perugia e martire, ed è uno dei patroni della città. Su di lui, però, le notizie sicure sono pochissime: le fonti antiche lo nominano appena, e quasi tutto quello che si racconta dipende da una passione leggendaria tramandata in quattro redazioni diverse fra loro.
Il suo nome compare già nel Martyrologium Hieronymianum, il calendario più antico dell'Occidente cristiano, che lo ricorda al 29 gennaio; il Martirologio Romano lo elenca con una riga sola, senza dettagli. La tradizione lo fa nascere a Foligno e lo vuole alla guida della comunità cristiana di Perugia nei decenni centrali del II secolo.
Secondo la passione fu condotto davanti a un console di nome Lucio e flagellato; gettato in una stufa ardente ne uscì illeso; ricondotto in carcere convertì i suoi custodi, che lo aiutarono a fuggire; rifugiatosi in casa del cristiano Anastasio fu di nuovo arrestato e infine decapitato presso Foligno, in una località detta il Trivio. Il corpo fu riportato a Perugia e sepolto fuori porta San Pietro, in un luogo chiamato Areola, dove sorse la prima cattedrale della città.
La data della morte è indicata di solito intorno al 178, ma non c'è accordo: alcune fonti la spostano di qualche anno prima, verso il 170. Che Costanzo sia stato vescovo di Perugia poggia, secondo studiosi come Lanzoni e Delehaye, su una tradizione antica e seria; sulla passione invece non si può dire altrettanto, e i particolari del martirio non hanno alcun riscontro documentario.
Sul luogo della sepoltura fu costruita una chiesa, l'attuale San Costanzo, consacrata nel 1205 secondo un'iscrizione conservata nell'altare antico. Nel 1781, durante alcuni lavori, furono ritrovati i suoi resti; nel 1825 le reliquie vennero trasferite con solennità dal vecchio al nuovo altare. Oggi le spoglie sono custodite in un sarcofago dietro l'altare maggiore.