11 dicembre
San Damaso I.
Papa
Damaso fu papa dal 366 al 384, in un periodo in cui la Chiesa romana usciva dalle persecuzioni da poco più di cinquant'anni e stava imparando a essere un'istituzione. Era nato forse a Roma, forse in Hispania, e faceva parte del clero romano da prima di essere eletto.
La sua elezione non fu pacifica. Il clero si divise e l'antipapa Ursino fu consacrato nello stesso giorno da un gruppo di sostenitori; per qualche anno Roma ebbe due vescovi e una guerra di strada fatta di assalti alle basiliche, con un bilancio di morti che le fonti antiche riferiscono con precisione sgradevole. Damaso prevalse, anche grazie all'appoggio delle autorità imperiali, e il suo pontificato fu segnato dal problema opposto: ricomporre una comunità lacerata.
La sua impresa più duratura non fu amministrativa. Fu lui a incaricare Girolamo, un monaco dalmata che era stato suo segretario, di rivedere il testo latino della Bibbia sul greco e sull'ebraico. Quel lavoro, condotto per decenni e contestato da più parti mentre era in corso, è la Vulgata, il testo che per mille anni è stato la Bibbia dell'Occidente.
Damaso fece anche una cosa che a prima vista sembra secondaria e che invece ha lasciato il segno: fece incidere sui marmi delle catacombe e delle basiliche delle iscrizioni metriche per indicare i martiri e le opere compiute. Sono gli epigrammi damasiani, e sono la ragione per cui oggi conosciamo i nomi e i luoghi di sepoltura di molti martiri romani di cui altrimenti si sarebbe persa ogni traccia.
Morì l'11 dicembre 384, a ottant'anni circa.