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23 dicembre

San Giovanni da Kety.

Sacerdote

Giovanni nacque nel 1390 a Kęty, piccola città della Polonia meridionale non lontana da Oświęcim. Morì a Cracovia la notte di Natale del 1473, a ottantatré anni. Il suo nome polacco era Jan z Kęt, e in latino divenne Joannes Cantius, da cui la forma italiana Giovanni Cantio con cui è noto fuori dalla Polonia.

Studiò all'Accademia di Cracovia, l'ateneo che sarebbe diventato l'università Jagellonica: conseguì il baccellierato e la licenza, nel 1418 il dottorato in filosofia e nel 1421 fu ordinato sacerdote. Insegnò Sacra Scrittura e arrivò a dirigere il dipartimento di teologia, carica che mantenne fino alla morte.

Passava molte ore a copiare a mano manoscritti: testi biblici, trattati teologici, opere di studio. Viveva del minimo necessario e ciò che aveva lo distribuiva ai poveri e agli studenti poveri dell'università, che furono il suo impegno più costante. Compì un pellegrinaggio in Terrasanta e quattro a piedi fino a Roma.

La tradizione gli attribuisce alcuni episodi che vanno presi come tali, perché non hanno riscontro documentario: avrebbe riparato la brocca del latte rotta da una serva, e avrebbe convertito i briganti che lo avevano derubato dell'oro. Il suo primo biografo, il cronista Michele Miechowita, insiste invece sulla sua umiltà e sulla sua carità, e su questo terreno le fonti concordano.

Clemente X lo beatificò nel 1676, Clemente XII lo dichiarò patrono della Polonia e della Lituania nel 1737, Clemente XIII lo canonizzò nel 1767. È sepolto nella chiesa di Sant'Anna a Cracovia, presso l'università dove aveva insegnato. La sua memoria cade il 23 dicembre, perché il 24 è occupato dalla vigilia di Natale; nel calendario romano generale la sua festa era stata il 20 ottobre dal 1770 al 1969.