9 gennaio
San Marcellino.
Vescovo
Di san Marcellino si sa pochissimo, e conviene dirlo. Le notizie su di lui si riducono a un solo testimone antico: papa Gregorio Magno, che nei Dialoghi lo ricorda come vescovo di Ancona, uomo di vita venerabile, tra i vescovi del quinto e del sesto secolo che egli conobbe. Fuori da quella memoria non esistono documenti contemporanei, né una vita antica.
È il primo nome storicamente attestato nella serie dei vescovi di Ancona, e insieme il più difficile da collocare nel tempo: Gregorio non dice quando governò la diocesi. La tradizione locale lo pone nella seconda metà del quinto secolo, altre fonti nel sesto, e il legame con la famiglia dei Boccamajore non è dimostrabile.
Il racconto che lo ha reso celebre è quello dell'incendio. Marcellino era malato di gotta e si faceva portare a braccia; quando il fuoco, divampato in città, sembrava incontenibile, si fece deporre dove le fiamme erano più alte, con in mano il libro dei Vangeli, e il fuoco si spense. Gregorio Magno narra l'episodio come un fatto; nella forma in cui ci è giunto, è però un racconto edificante.
Alla memoria dell'episodio è legato un evangeliario conservato ad Ancona, con i margini anneriti, che la tradizione indica come il codice tenuto in mano dal vescovo tra le fiamme; gli studiosi lo datano invece al settimo o all'ottavo secolo. Il culto è antichissimo: la sua invocazione compare nei frammenti di un rituale della città, e le sue ossa, trasferite nel 1097 nella cattedrale, sono conservate nella cripta di San Ciriaco.
Sul nome occorre un avvertimento: i santi di nome Marcellino sono diversi e le fonti li confondono. C'è il papa Marcellino, del tempo di Diocleziano, e ci sono i martiri Marcellino e Pietro. Quello di Ancona è un vescovo, e la sua festa è al 9 gennaio, giorno in cui lo ricorda anche il Martirologio Romano. Della sua morte non si conoscono né la data esatta né il luogo di sepoltura.