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15 gennaio

San Mauro, abate.

Abate

La notizia più antica su Mauro si trova nel secondo libro dei Dialoghi di Gregorio Magno, dove è presentato come uno dei due giovani discepoli prediletti di Benedetto a Subiaco, con Placido. Il padre, il nobile romano Equizio, lo aveva affidato al maestro perché lo avviasse alla vita monastica. Mauro, più grande di età, assunse presto un ruolo di fiducia accanto a lui.

L'episodio che lo ha reso celebre è quello dell'obbedienza. Un giorno Placido, mentre attingeva acqua, cadde nel lago e veniva trascinato dalla corrente; Benedetto ordinò a Mauro di correre in suo aiuto e il giovane, senza riflettere, avanzò sulle acque e lo trasse in salvo. Solo dopo si accorse di aver camminato sul lago. Il racconto è la pagina su cui si fonda quasi tutta la memoria liturgica del santo.

Tutto il resto della sua vita è invece tramandato da testi tardivi. Una biografia composta nel IX secolo dall'abate Odone di Glanfeuil, attribuita fittiziamente a un discepolo di Benedetto di nome Fausto, lo descrive priore a Montecassino e poi inviato in Gallia, dove avrebbe fondato il monastero di Glanfeuil, sulla Loira. Questa ricostruzione è ritenuta dagli studiosi non storica; anche i Dialoghi di Gregorio, scritti circa cinquant'anni dopo la morte di Benedetto, non sono una biografia moderna. La storicità della missione di Mauro in Francia è perciò discussa e oggi per lo più respinta.

Proprio da quel racconto si sviluppò però un culto assai vivo. Il monastero di Glanfeuil prese il nome del santo, e nel 1618 la congregazione benedettina francese che ne derivò si chiamò dei Maurini, celebri per gli studi storici. I monaci benedettini lo venerano come uno dei loro patroni; la devozione a Mauro si radicò anche nell'Italia meridionale.

Secondo la tradizione morì a Glanfeuil intorno al 584. La sua festa cade il 15 gennaio, e il suo nome è rimasto legato, nella memoria dei monaci, a Benedetto.