Salta al contenuto

10 gennaio

San Milziade.

Papa

Il pontificato di Milziade, dal 2 luglio 311 al 10 o 11 gennaio 314, dura poco più di due anni e mezzo e cade nel punto in cui cambia la storia della Chiesa. Il Liber Pontificalis lo dice di origine africana; fu eletto dopo la morte di Eusebio, esiliato in Sicilia da Massenzio, e resse la Chiesa di Roma mentre la persecuzione finiva. Nel 313 Costantino e Licinio si accordarono a Milano sulla libertà di culto per i cristiani: il papa in carica era lui.

A Milziade si lega anche la donazione del Laterano: il palazzo sul Celio, già dei Laterani e poi passato a Fausta, gli fu consegnato come residenza, e da allora quel complesso divenne la sede dei vescovi di Roma, poi affiancato dalla basilica di San Giovanni. Conviene distinguere: la consegna del palazzo è attestata, mentre la cosiddetta donazione di Costantino, con cui la leggenda medievale fece al papa un impero, è un falso di secoli dopo.

L'impegno maggiore del suo governo fu la questione donatista. In Africa erano stati eletti due vescovi di Cartagine, Ceciliano e Maggiorino, e la controversia diventò un caso politico. I donatisti chiesero che a giudicare fossero i vescovi della Gallia; Costantino scrisse invece a Milziade e gli affidò l'esame della causa. Nell'ottobre del 313 presiedette in Laterano un sinodo con quindici vescovi italiani e tre gallici, che dopo tre giorni riconobbe legittima l'elezione di Ceciliano e condannò Donato.

I donatisti non accettarono il verdetto e tornarono dall'imperatore, che li rimandò a un altro concilio, quello di Arles del 314. Milziade non lo vide: era morto il 10 o l'11 gennaio, mentre la questione restava aperta, e Arles si tenne nell'agosto successivo. Fu sepolto nel cimitero di Callisto, sulla via Appia; la sua festa si celebrava già nel quarto secolo il 10 gennaio, come attesta il Martirologio Geronimiano, anche se le fonti oscillano tra il 10 e l'11 gennaio.