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21 dicembre

San Pietro Canisio.

Sacerdote e dottore della Chiesa

Il 21 dicembre 1597 morì a Friburgo, in Svizzera, Pietro Canisio: l'uomo che per quasi mezzo secolo tenne in piedi la presenza cattolica nei territori di lingua tedesca. Era nato l'8 maggio 1521 a Nimega, nei Paesi Bassi, allora parte del Sacro Romano Impero, figlio del borgomastro della città. Il suo nome olandese era Pieter Kanijs, latinizzato in Canisius. Pio XI lo canonizzò nel 1925 e nello stesso anno lo proclamò dottore della Chiesa.

Studiò diritto canonico a Lovanio e diritto civile a Colonia. In questa città passava il tempo libero nel monastero dei certosini, e la lettura degli Esercizi spirituali di Ignazio di Loyola, allora appena diffusi, decise della sua vita: fece gli Esercizi a Magonza sotto la guida di Pietro Favre ed entrò nella Compagnia di Gesù, ottavo gesuita a pronunciare i voti solenni.

Partecipò al concilio di Trento come teologo del cardinale Otto Truchsess von Waldburg, vescovo di Augusta. Da quell'esperienza nacque la sua opera più nota, la Summa doctrinae christianae pubblicata nel 1555: un catechismo pensato per gli studenti e per la gente comune, che ebbe centinaia di edizioni e fu il primo catechismo della Compagnia. Tra il 1554 e il 1555 resse come amministratore la diocesi di Vienna, occupandosi degli ospedali e delle carceri.

Per il resto della vita lavorò in Germania: fondò collegi, predicò, dibatté, scrisse opere polemiche e un trattato sulla Vergine Maria. Quattro papi gli affidarono missioni presso principi e vescovi tedeschi, e nel 1897 Leone XIII lo proclamò secondo apostolo della Germania con l'enciclica Militantis Ecclesiae.

Nel 1580 si ritirò a Friburgo, dove continuò a predicare e a scrivere fino alla fine. Morì il 21 dicembre 1597 e fu sepolto nella chiesa di Sankt Michael, la chiesa dell'università. Pio IX lo aveva beatificato nel 1864.