20 gennaio
San Sebastiano.
Martire
San Sebastiano è tra i martiri romani il cui culto è più antico e meglio documentato, e questo va tenuto distinto dal racconto della sua passione, che è invece tardivo e leggendario. Il dato sicuro è la sua sepoltura a Roma, sulla via Appia, in un cimitero sotterraneo che proprio da lui prese il nome. Il suo nome compare nella Depositio martyrum del 354 e nella notizia del Liber Pontificalis che ricorda la basilica eretta sul suo sepolcro.
Su quella tomba sorse, già in età antica, la basilica di San Sebastiano fuori le mura, che divenne uno dei luoghi di pellegrinaggio più frequentati della Roma cristiana. Le fonti antiche testimoniano dunque il martirio e la venerazione, ma non dicono nulla di preciso sulla sua vita.
La passione che lo descrive è invece un testo leggendario, composto diversi secoli dopo i fatti. Vi si racconta che Sebastiano fosse un ufficiale della guardia pretoriana sotto Diocleziano, originario della Gallia o di Milano, e che, scoperto cristiano mentre assisteva alcuni confessori in carcere, venisse condannato a essere trafitto dalle frecce degli arcieri. Lasciato per morto, sarebbe stato curato da una vedova di nome Irene; tornato poi davanti all'imperatore per rimproverarlo, sarebbe stato ucciso a bastonate. Il racconto è edificante ma storicamente inattendibile nei suoi dettagli.
Anche la data della morte è incerta. La tradizione la colloca intorno al 288, mentre altre fonti la collegano alla persecuzione di Diocleziano, negli anni 303 e 304. Di certo si può dire che Sebastiano fu un martire cristiano di Roma, venerato fin dall'antichità.
La sua devozione si diffuse in tutta Europa. È invocato come patrono degli atleti, degli arcieri, dei soldati e dei vigili del fuoco, e dal Medioevo è annoverato tra i santi invocati contro la peste e le epidemie, insieme a san Rocco. La sua memoria liturgica cade il 20 gennaio.