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28 gennaio

San Tommaso d'Aquino.

Sacerdote e dottore della Chiesa

Tommaso d'Aquino, domenicano, teologo e dottore della Chiesa, nacque intorno al 1225 nel castello di Roccasecca, in una famiglia di conti. I genitori lo destinarono fin da bambino all'abbazia di Montecassino, per farne un giorno un abate. Intorno ai diciannove anni scelse invece l'Ordine dei Predicatori, senza prestigio sociale, e i familiari arrivarono a trattenerlo in casa per più di un anno. Liberatosi, raggiunse Parigi e poi Colonia, dove ebbe come maestro Alberto Magno. I compagni lo chiamavano il bue muto per la sua taciturnità, e Alberto rispose che un giorno i suoi muggiti si sarebbero sentiti in tutto il mondo.

Insegnò a Parigi, dove ottenne la cattedra di teologia, e in seguito in Italia, a Orvieto, a Roma e a Napoli. La sua opera più nota, la Summa Theologiae, fu cominciata nel 1265 e pensata per chi muoveva i primi passi nello studio della teologia. Tommaso vi usa la filosofia di Aristotele come strumento per esporre la fede cristiana. Sosteneva che la teologia è una scienza, con un proprio metodo e un proprio oggetto, e che la ragione, usata rettamente, non può contraddire la fede.

A lui si devono anche i testi liturgici della festa del Corpus Domini.

All'inizio di dicembre del 1273, durante la messa, ebbe un'esperienza che cambiò il corso della sua vita. Da quel momento smise di scrivere. La Summa rimase incompiuta, e Tommaso rispondeva a chi gli chiedeva ragione di quel silenzio dicendo che tutto quello che aveva scritto gli sembrava come paglia rispetto a ciò che aveva visto.

Nel 1274 papa Gregorio X lo convocò al secondo concilio di Lione. Si mise in viaggio, ma si ammalò lungo la strada e fu accolto nel monastero cistercense di Fossanova, nel Lazio, dove morì il 7 marzo 1274. Fu canonizzato nel 1323 da Giovanni XXII e proclamato dottore della Chiesa nel 1567; nel 1880 Leone XIII lo dichiarò patrono degli studenti e delle università.