19 novembre
Sant'Abdia, profeta.
Profeta
Abdia è il quarto dei dodici profeti minori dell'Antico Testamento. Del suo autore non si sa nulla: il libro si apre con le parole visione di Abdia e non fornisce alcuna indicazione sulla sua vita, sulla sua famiglia o sul luogo in cui operò. Il nome, di origine ebraica, significa servo del Signore, ed era portato da altri personaggi nella Bibbia, il che ha favorito nei secoli confusioni e sovrapposizioni. Non si conoscono né il luogo né la data della sua morte, e non c'è motivo di annoverarlo fra i martiri.
Il libro che porta il suo nome è il più breve dell'Antico Testamento: ventun versetti. Il suo contenuto è un oracolo contro Edom, il popolo discendente da Esaù, accusato di essersi schierato con i nemici di Israele nel momento della sconfitta. Quando gli stranieri deportavano i suoi beni e i forestieri entravano dalle sue porte, Edom stava a guardare, e anzi partecipava al saccheggio e consegnava i fuggitivi. Alla superbia degli Edomiti, che si sentono al sicuro fra le loro rocce, il profeta annuncia la rovina: il giorno del Signore è vicino, e mentre i nemici di Israele saranno come paglia bruciata, il popolo di Giacobbe tornerà in possesso dei suoi territori. Gli ultimi versetti annunciano la restaurazione di Gerusalemme e il regno che sarà del Signore.
Gli studiosi discutono ancora la datazione. Molti collocano lo scritto dopo la caduta di Gerusalemme per mano dei Babilonesi, nel 587 o 586 avanti Cristo, in epoca di esilio; altri lo anticipano di due secoli. Una parte dei versetti ricorre quasi alla lettera nel libro di Geremia, e la questione di quale dei due testi dipenda dall'altro resta aperta.
La Chiesa ne fa memoria il 19 novembre. I martirologi latini più antichi non lo nominavano; il suo nome compare nel Martirologio Romano e nel sinassario di Costantinopoli. La formula liturgica ricorda soltanto che, dopo l'esilio del popolo d'Israele, preannunciò l'ira del Signore contro le genti nemiche.
Fonti
- Martirologio Romano, 19 novembre
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