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7 dicembre

Sant'Ambrogio.

Vescovo e dottore della Chiesa

Ambrogio nacque verso il 339 a Treviri, dove il padre era prefetto del pretorio delle Gallie. La famiglia era romana e cristiana, ma lui non era battezzato: come molti uomini colti del suo tempo, rimandava la scelta.

Fece la carriera amministrativa e a trentaquattro anni era governatore dell'Emilia e della Liguria, con sede a Milano, allora capitale dell'impero d'Occidente. Nel 374 il vescovo ariano morì e nella città si aprì una lite fra cattolici e ariani nell'affollata basilica dove si doveva eleggere il successore. Ambrogio vi si recò per tenere l'ordine. Secondo il racconto di Testimone, che scriverà la sua vita su sua richiesta, a un certo punto nel tumulto si levò una voce di bambino che gridava "Ambrogio vescovo", e la folla intera riprese quel nome. Lui cercò di sottrarsi, si allontanò, tentò di far cadere la propria candidatura con un comportamento discutibile, e alla fine accettò: in una settimana fu battezzato, ordinato sacerdote e consacrato vescovo.

Ventitreenne anni di episcopato lo portarono a essere la figura più autorevole della Chiesa d'Occidente. Studiò teologia da autodidatta, sotto la guida di un prete romano, e divenne predicatore di una fecondità impressionante: la sua opera esegetica e morale riempie più volumi di quella di qualsiasi altro autore latino del suo secolo. Introdusse in Occidente il canto antifonale e scrisse inni che si cantano ancora oggi.

Il suo scontro più noto è con l'imperatore Teodosio, che nel 390 aveva fatto massacrare migliaia di abitanti di Tessalonica in seguito a una rivolta. Ambrogio gli scrisse una lettera durissima e gli vietò l'ingresso in chiesa finché non avesse fatto penitenza pubblica. L'imperatore si sottomise. È il primo caso documentato in cui un vescovo impone una condizione a un imperatore, e nei secoli successivi vi si è fatto ricorso ogni volta che si è discusso del rapporto fra potere civile e autorità religiosa.

Nel 387 fu lui a battezzare Agostino, a Milano, durante la veglia di Pasqua. Morì il 4 aprile 397: la sua festa è il 7 dicembre, giorno della sua ordinazione episcopale.