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25 gennaio

Sant'Anania di Damasco.

Discepolo del Signore

Anania è noto quasi soltanto dagli Atti degli Apostoli. Nel capitolo 9 si racconta che, mentre Saulo di Tarso si trovava a Damasco dopo essere rimasto accecato sulla strada della città, il Signore chiamò in visione un discepolo di nome Anania e gli ordinò di andare nella casa di Giuda, sulla strada chiamata Diritta, a imporgli le mani perché riacquistasse la vista. Anania esitò, sapendo quanto male Saulo avesse fatto ai cristiani, ma poi obbedì: pose le mani su di lui, dagli occhi di Saulo caddero come scaglie, e Anania lo battezzò.

Al di fuori degli Atti le notizie su di lui sono scarsissime. Lo stesso libro lo descrive, nel racconto parallelo del capitolo 22, come un uomo pio e osservante della Legge, stimato da tutti i Giudei di Damasco. Nient'altro di certo si sa della sua origine e della sua vita.

Una tradizione antica, attestata dalle Costituzioni apostoliche, lo annovera tra i settanta discepoli di cui parla il Vangelo di Luca e lo considera il primo vescovo di Damasco. Secondo un'altra tradizione morì martire a Damasco, mentre qualche fonte lo fa morire a Eleuteropoli, in Palestina, dove si sarebbe recato. Si tratta di notizie tarde e non verificabili, che non trovano riscontro in documenti contemporanei.

La sua memoria liturgica cade il 25 gennaio. A Damasco è conservata e venerata la casa che la tradizione indica come quella in cui Anania battezzò Saulo, divenuta luogo di pellegrinaggio; diverse chiese in Oriente e in Occidente portano il suo nome.

La sua morte, come si è detto, non è documentata: la tradizione vuole che sia stato ucciso a Damasco, ma la notizia è incerta e non consente di stabilire né la data né le circostanze.