1 dicembre
Sant'Eligio di Noyon.
Vescovo
Eligio nacque verso il 588 a Chaptelat, in Aquitania, da una famiglia di artigiani. Imparò il mestiere di orefice e divenne così abile da essere chiamato a dirigere la zecca del re Clotario II, che lo tenne in grande considerazione. Fu uno dei pochi uomini di corte del suo tempo di cui la storia conserva un ritratto favorevole: le fonti insistono sulla sua onestà, in un ambiente dove l'onestà non era la regola.
Alla morte di Dagoberto I, nel 639, lasciò la corte. Fu ordinato sacerdote e nel 641 consacrato vescovo di Noyon e Tournai, nelle Fiandre, una regione in gran parte ancora pagana. Passò il resto della vita a percorrerla a piedi, predicando nei villaggi e fondando monasteri che servissero da punti di appoggio per l'evangelizzazione.
Un tratto della sua attività è ricordato con insistenza dalle fonti: riscattava i prigionieri e i condannati alla schiavitù, e li rimetteva in libertà. Lo faceva con i beni della sua Chiesa e con quelli che gli venivano donati, e si racconta che ne liberasse a decine, di ogni provenienza, compresi i saraceni caduti in mano ai cristiani.
Non perse mai il legame con il mestiere da cui veniva. Il patronato che gli è rimasto è quello degli orafi e dei fabbri, dei maniscalchi e di chi lavora i metalli, e la sua iconografia lo mostra con gli strumenti del suo lavoro, più spesso che con i segni del vescovato. È una delle poche figure di vescovo santo del Medioevo la cui memoria popolare sia affidata a un mestiere e non a un miracolo.
Morì il 1 dicembre 660, a Noyon, dove è sepolto.