27 ottobre
Sant'Evaristo.
Papa e martire
Evaristo fu vescovo di Roma ai primordi del II secolo e morì, secondo la tradizione, martire sotto Traiano, intorno all'anno 107. Di lui si sa molto poco: attorno alla sua figura le fonti antiche sono scarse e in parte leggendarie, e questo va detto con chiarezza prima di qualsiasi altra cosa.
Il suo nome compare nelle più antiche liste dei vescovi di Roma, quelle che la Chiesa conservava per ricordare chi era succeduto a chi sulla cattedra di Pietro. I primi decenni di quella serie sono però ricostruiti con difficoltà: i nomi, l'ordine e la durata dei singoli episcopati variano da una lista all'altra, e gli studiosi moderni trattano quei dati con prudenza. Non sappiamo quasi nulla della sua famiglia, della sua provenienza, delle circostanze della sua elezione.
La tradizione gli attribuisce provvedimenti di governo della comunità romana, come la suddivisione della città in circoscrizioni affidate a singoli sacerdoti; si tratta però di notizie che risalgono a secoli dopo e che riflettono l'organizzazione della Chiesa in epoche successive, non necessariamente quella del suo tempo. Anche il martirio è tramandato dalla tradizione, ma non è documentato da fonti coeve.
Resta il fatto che il suo nome è entrato stabilmente nella memoria liturgica di Roma, e che la comunità cristiana dei primi secoli lo ha conservato tra i suoi pastori. Per un papa di quell'età così remota è già un risultato notevole: significa che la sua guida fu ricordata, anche se i dettagli si sono persi.
Chi cerca notizie biografiche precise su Evaristo non le troverà, e non è un difetto della ricerca: è la condizione normale per i primi successori di Pietro. Va anche evitato un equivoco frequente, quello di confondere questo papa del II secolo con altri santi omonimi di epoche diverse.
Fonti
- Martirologio Romano, 27 ottobre
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