11 gennaio
Sant'Igino.
Papa
Igino fu papa intorno al 136 e morì verso il 140, dopo un pontificato breve di cui si sa pochissimo. La sua memoria è affidata a poche righe sparse: Ireneo di Lione lo elenca come nono vescovo di Roma dopo Pietro, Eusebio di Cesarea lo vuole successore di Telesforo nel 138 e morto quattro anni dopo, mentre il catalogo liberiano gli attribuisce dodici anni di episcopato, durata che gli studiosi ritengono inattendibile. Anche il giorno della morte non è attestato in modo concorde.
La tradizione lo vuole ateniese e filosofo, e gli attribuisce provvedimenti sull'ordine del clero, con l'istituzione dei gradi minori e persino l'uso del padrino nel battesimo. Sono attribuzioni del Liber Pontificalis, che gli storici considerano poco fondate. Persino la nascita ateniese è sospetta: deriva probabilmente dalla confusione con uno dei due scrittori latini del primo secolo di nome Igino, il bibliotecario e l'astronomo.
Più solido è il quadro in cui il suo pontificato si colloca. Roma, sotto Antonino Pio, era attraversata dalle scuole gnostiche, che promettevano una conoscenza superiore per i dotti, mentre ai semplici bastava la fede. Ireneo di Lione colloca proprio sotto l'episcopato di Igino l'arrivo a Roma di Valentino, il maestro che della gnosi dette la versione più elaborata, e la presenza di Cerdone, il capostipite delle dottrine che Marcione avrebbe poi sviluppato. Di ciò che Igino fece davanti a queste dottrine non si sa quasi nulla.
Il Martirologio Romano lo ricorda come martire, morto l'11 gennaio sotto Antonino Pio e sepolto presso il corpo di Pietro in Vaticano. Di questa morte violenta non esiste però alcuna prova: gli storici la ritengono improbabile. Per questo la sua memoria non compare nel calendario generale rinnovato dopo il Concilio Vaticano II: era stata introdotta solo nel dodicesimo secolo. Morì a Roma verso il 140 e fu sepolto nella necropoli vaticana.