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21 ottobre

Sant'Orsola.

Vergine e martire

Di sant'Orsola non si sa nulla di certo, e conviene dirlo subito. Le notizie sulla sua vita non provengono da fonti storiche ma da una leggenda diffusasi ampiamente nel Medioevo, che la colloca a Colonia, sul Reno, dove la tradizione vuole che sia stata uccisa.

Il racconto più diffuso la descrive come figlia di un re di Britannia, consacrata a Dio fin da ragazza. Un principe pagano la chiese in sposa; lei ottenne tre anni di tempo e li impiegò per compiere un pellegrinaggio a Roma con un seguito di vergini. Sulla via del ritorno, giunta a Colonia, la comitiva fu sorpresa dagli Unni e trucidata; secondo molte versioni Orsola morì trafitta dalle frecce, insieme al fidanzato che nel frattempo si era convertito.

Il numero delle compagne, undicimila, è il punto su cui le fonti divergono di più, e la spiegazione oggi più seguita è anche la più semplice. Un'antica annotazione riportava forse la sigla XI M V, che poteva leggersi come undicimila vergini oppure come undici martiri vergini; l'equivoco di trascrizione avrebbe moltiplicato le compagne, portandole da undici a undicimila.

L'unico appiglio storico solido è un'iscrizione del IV secolo, posta a Colonia da un certo Clematio, che ricorda alcune vergini le quali avevano subito il martirio in quella città. Attorno a quella memoria si è sviluppato nei secoli un culto vastissimo: dall'VIII secolo sono attestate in Europa le undicimila vergini, e fra il Duecento e il Cinquecento la leggenda entrò nell'arte, nella pittura e nella devozione popolare.

Nel 1969 la memoria di Orsola è stata tolta dal calendario generale della Chiesa latina, proprio perché priva di un fondamento storico verificabile. Il suo nome resta però legato alle Orsoline, la congregazione femminile fondata da Angela Merici nel 1535, che da lei prese il titolo.

Fonti

  • Martirologio Romano, 21 ottobre

Biografia redatta da fonti in pubblico dominio. Vedi Fonti e diritti.