23 gennaio
Santa Emerenziana.
Vergine e martire
Emerenziana fu una martire romana sepolta nel cimitero Maggiore, il Coemeterium Maius, sulla via Nomentana, nei pressi del sepolcro di sant'Agnese. Le notizie sulla sua vita sono però scarsissime, ed è più corretto dirlo che riempire i vuoti con congetture.
L'unica testimonianza antica e sicura è il Martirologio Geronimiano, che la ricorda insieme a un gruppo di martiri dello stesso cimitero. Il Martirologio Romano, al 23 gennaio, la ricorda come martire a Roma, sulla via Nomentana, nel cimitero Maggiore. Di lei si conoscono dunque con certezza poche cose: il nome, il martirio in circostanze ignote, la sepoltura in quel cimitero.
La tradizione che la vuole sorella di latte di Agnese, e che la fa uccidere da pagani il giorno del funerale della santa, deriva da un capitolo aggiunto nel V secolo da un autore ignoto alla passione latina di Agnese. Quel racconto è giudicato severamente dalla critica, che vi ravvisa errori sull'epoca di Costantino. Forse credibile un solo dettaglio, che Emerenziana fosse ancora catecumena, cioè non battezzata, quando fu uccisa; ma anche questo è incerto.
La commemorazione autonoma, fissata al 23 gennaio, due giorni dopo la festa di Agnese, compare dall'VIII secolo, nel Martirologio di Beda e nel Sacramentario Gelasiano. Le reliquie furono traslate nella basilica di Sant'Agnese fuori le mura; nel 1615 Paolo V le fece collocare con quelle di Agnese in una cassa d'argento sotto l'altare maggiore. Non è possibile stabilire la data del martirio; di solito lo si colloca nell'età di Diocleziano.
La devozione popolare la invoca contro i dolori e i disturbi del ventre, un legame nato da leggende tarde che la dicevano uccisa con il ventre squarciato. È una delle tante vergini martiri romane di cui la Chiesa ha conservato il nome senza conservarne la storia.