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24 dicembre

Santi antenati di Gesù Cristo.

Vigilia di Natale

Il 24 dicembre il Martirologio Romano non ricorda un santo ma un elenco: la commemorazione di tutti i santi antenati di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abramo. Non corrisponde a una persona: è la pagina che apre la Vigilia di Natale.

Il testo a cui rimanda è la genealogia che apre il Vangelo di Matteo, i versetti da 1,1 a 1,17. Matteo distribuisce gli antenati in tre serie di quattordici generazioni: da Abramo a Davide, da Davide alla deportazione in Babilonia, dalla deportazione a Cristo. Quattordici è il valore numerico delle lettere del nome Davide in ebraico, e la struttura serve a dire una cosa sola: che tutta la storia d'Israele converge sul figlio di Davide.

Nella lista compaiono cinque donne: Tamar, che si unì al suocero Giuda; Raab, la prostituta di Gerico; Rut, la moabita; la moglie di Uria, cioè Betsabea; e Maria. Quattro di loro sono straniere o legate a unioni irregolari, e gli esegeti hanno letto questo dettaglio come un annuncio dell'universalità della salvezza.

La genealogia di Luca è un'altra cosa: risale da Gesù fino ad Adamo passando per una settantina di nomi, molti dei quali non coincidono con quelli di Matteo. I due elenchi non si possono far combaciare con l'aritmetica, e la Chiesa non ha mai preteso che combaciassero, perché ciascuno risponde alla teologia del proprio Vangelo. Il brano di Matteo con la genealogia si legge proprio nella Messa della vigilia.

Il 24 dicembre è l'ultimo giorno dell'Avvento. La tradizione ne ha fatto un giorno di digiuno e di astinenza come preparazione alla festa, e in Italia la cena della vigilia è rimasta quella di magro per consuetudine più che per precetto. Dal 1966 l'obbligo è stato molto ridotto e il 24 dicembre non è più, nella Chiesa universale, un giorno di digiuno obbligatorio; resta però il carattere di un giorno di attesa, e in quel giorno si chiude la novena di Natale.