Salta al contenuto

2 gennaio

Santi Basilio Magno e Gregorio Nazianzeno.

Vescovi e dottori della Chiesa

Basilio di Cesarea e Gregorio di Nazianzo, ricordati insieme il 2 gennaio come vescovi e dottori della Chiesa, furono amici per tutta la vita e santi nella stessa epoca e nello stesso ambiente. Sono due biografie intrecciate, che conviene raccontare insieme distinguendo però chi fece cosa.

Basilio nacque intorno al 330 a Cesarea di Cappadocia, da una famiglia in cui la fede era di casa: sono venerati come santi la nonna e i genitori, la sorella Macrina e i fratelli Gregorio di Nissa e Pietro di Sebaste. Gregorio nacque anch'egli intorno al 330 ad Arianzo, presso Nazianzo, figlio di un vescovo.

I due si conobbero da giovani a Cesarea e si ritrovarono ad Atene, dove studiarono insieme; Gregorio ricorderà che sembrava avessero un'anima sola in due corpi. Tornato in patria, Basilio si fece monaco ad Annesi e Gregorio lo raggiunse; insieme composero le regole della vita monastica orientale.

Ordinato prete intorno al 364, Basilio divenne vescovo di Cesarea nel 370. Fu lui il difensore della fede di Nicea contro l'arianesimo, in anni in cui lo stesso imperatore era ariano. Nelle vicinanze di Cesarea fece costruire un vasto complesso di edifici per i poveri, i malati e i pellegrini, e la tradizione lo ricorda come la Città della Misericordia.

Gregorio seguì un cammino diverso. Fu ordinato prete dal padre e, quasi per forza, vescovo di Sasima. Dopo la morte di Basilio, nel 379, resse per breve tempo la comunità nicena di Costantinopoli e vi pronunciò i discorsi sulla Trinità che gli valsero il titolo di Teologo. Nel 381 fu eletto patriarca di Costantinopoli, ma rinunciò presto per le opposizioni, e si ritirò a Nazianzo, dove morì intorno al 390.

Basilio era morto il primo gennaio 379, prima del concilio di Costantinopoli del 381. In Occidente ebbero a lungo date diverse; la riforma del calendario dopo il Concilio Vaticano II li ha riuniti nel 2 gennaio.