3 gennaio
Santissimo Nome di Gesù.
Festa
Il 3 gennaio la Chiesa cattolica ricorda il Santissimo Nome di Gesù, nel Tempo di Natale. Il nome non è un'etichetta, ma un annuncio: in ebraico Yeshua significa Dio salva, e l'angelo, racconta Matteo, spiegò a Giuseppe che il figlio di Maria sarebbe stato chiamato così perché avrebbe salvato il suo popolo dai peccati. Il nome gli fu imposto l'ottavo giorno, quando fu circonciso, come riferisce Luca.
Il monogramma formato dalle tre lettere greche che iniziano la parola Iesus, cioè IHS, compare già su oggetti e monete antichi. Nel Quattrocento il francescano Bernardino da Siena ne fece lo strumento della sua predicazione: mostrava ai fedeli la tavoletta con le tre lettere dorate e li invitava ad adorare il nome del Salvatore. La pratica parve insolita e Bernardino fu convocato davanti a papa Martino V, che invece di rimproverarlo la approvò.
Nel Cinquecento i gesuiti fecero del monogramma IHS l'emblema della loro Compagnia, aggiungendovi sopra una croce e sotto tre chiodi. Le tre lettere furono anche lette, in modo devoto ma non esatto, come le iniziali di Iesus Hominum Salvator, Gesù salvatore degli uomini.
La festa, nel calendario, è passata per molte date. Nel 1530 Clemente VII autorizzò i francescani a recitare l'ufficio del Santissimo Nome. Nel 1721 Innocenzo XIII, su richiesta dell'imperatore Carlo VI, la estese a tutta la Chiesa, collocandola nella seconda domenica di gennaio. Dopo la riforma seguita al Concilio Vaticano II la celebrazione fu soppressa, e solo Giovanni Paolo II la reinserì, nel Martirologio Romano, al 3 gennaio.
La data non è un caso: il 3 gennaio cade circa una settimana dopo il Natale, quando, secondo la legge ebraica, il bambino era stato circonciso e aveva ricevuto il nome. Anche dopo la riforma, che ha trasferito al primo gennaio la memoria della circoncisione, la festa del Nome è rimasta vicina a quel giorno, come il suo eco.