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10 marzo

San Simplicio, papa.

papa

Simplicio, nato a Tivoli da un certo Castino, fu vescovo di Roma dal 3 marzo del 468 al 10 marzo del 483. Il suo pontificato durò quindici anni, ma le notizie che ne restano sono poche e frammentarie, nonostante la sua lunghezza e il peso degli avvenimenti che vi si svolsero.

Il suo governo coincise con il crollo dell'Impero romano d'Occidente. Nel 476 Odoacre depose Romolo Augustolo, l'ultimo imperatore, e rinviò le insegne imperiali a Costantinopoli. Negli stessi anni la Chiesa d'Oriente era travagliata dall'eresia monofisita, che sosteneva esserci in Cristo la sola natura divina. Simplicio prese posizione netta contro di essa, difendendo la dottrina definita dal concilio di Calcedonia, e non esitò a farlo anche nei confronti dell'imperatore d'Oriente Zenone, che nel 482 tentò un compromesso con il suo editto di unione, l'Henoticon. Si oppose inoltre al canone 28 di Calcedonia, che riconosceva una preminenza al patriarcato di Costantinopoli.

La sua attività si volse anche alla vita concreta della Chiesa di Roma. Restaurò e dedicò alcune chiese, tra cui Santo Stefano Rotondo e Santa Bibiana, dispose turni di presbiteri nelle principali basiliche cimiteriali e, mostrandosi rispettoso di ogni arte valida, ordinò che fossero salvati dalla distruzione i mosaici pagani della chiesa di Sant'Andrea.

Le sue reliquie sono venerate a Tivoli e la sua memoria liturgica ricorre il 10 marzo. Le fonti divergono sul giorno esatto della morte, indicato da alcuni al 2 marzo.

Morì a Roma nel 483, mentre l'Occidente entrava in un'epoca nuova e il papato si trovava a dover difendere la fede senza l'appoggio di un imperatore d'Occidente.