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22 aprile

San Sotéro, papa.

papa

Sotero governò la Chiesa di Roma come vescovo tra il 166 e il 175 circa, in un periodo di cui le fonti antiche danno cronologie diverse. Eusebio di Cesarea lo fa eleggere nel 168 o 169 e gli attribuisce otto anni di governo, mentre il catalogo liberiano lo colloca tra il 162 e il 170. Di lui si conserva soprattutto il ricordo di un gesto: l'invio di una lettera e di un aiuto in denaro alla comunità cristiana di Corinto.

Della lettera non resta il testo, ma la risposta del vescovo corinzio Dionigi, che ne cita un passo. Dionigi ricorda come i Romani avessero l'abitudine di soccorrere i fratelli in difficoltà con elemosine, e come Sotero non solo avesse mantenuto quella consuetudine ma l'avesse accresciuta, mandando aiuti e consolando con parole di padre quanti si recavano da lui. Aggiunge che la lettera era stata letta nell'assemblea domenicale, come si era fatto prima con quella scritta da Clemente.

Il suo governo proseguì l'opera dei predecessori anche su un fronte dottrinale, quello del montanismo, movimento che insisteva sulla profezia e su norme morali rigide e che aveva già incontrato resistenze nell'ambiente romano.

Nulla di certo si sa della sua morte. La tradizione lo venera come martire, ma il martirio non risulta dalla più antica tradizione liturgica romana: il suo nome fu introdotto nel martirologio più tardi, e la memoria condivisa con il papa Caio ne ha per lungo tempo coperto la vicenda personale. Le notizie sul suo pontificato restano poche e indirette.

La Chiesa lo ricorda il 22 aprile, insieme a Caio. Il Martirologio Romano lo annovera tra i papi dei primi secoli.