Salta al contenuto

24 marzo

Santi Timolao, Dionigi, Pauside, Romolo, Alessandro, martiri.

dionigi, pauside, romolo, alessandro, ma

Il Martirologio Romano ricorda il 24 marzo un gruppo di martiri di Cesarea di Palestina: Timolao, Dionigi, Pauside, Romolo, Alessandro e un secondo Alessandro, ai quali si aggiungono Agapio e un secondo Dionigi, uccisi pochi giorni dopo. Secondo l'elogio liturgico, durante la persecuzione di Diocleziano furono portati in catene davanti al prefetto Urbano, gli confessarono di essere cristiani e vennero decapitati a Cesarea intorno al 303.

La fonte più antica su di loro è Eusebio di Cesarea, che visse in quella città negli anni della persecuzione e ne scrisse nel libro sui martiri di Palestina. Da lui dipendono le notizie tramandate, comprese quelle del Martirologio. Il racconto però non è molto più ricco di così: alcuni nomi, il luogo, il tribunale del prefetto e la condanna a morte.

Le informazioni su questi martiri sono effettivamente scarse e in parte divergenti. Nella tradizione greca e in alcuni calendari orientali il gruppo non coincide con quello latino, e i nomi variano per numero e per forma: certi elenchi comprendono anche un Publio, altri distribuiscono diversamente gli omonimi. Alcune schede agiografiche moderne mettono al posto di Urbano il preside Firmiliano, un dettaglio che non trova riscontro nelle fonti antiche, e la stessa scheda di santiebeati avverte che le notizie sono poche e che le torture subite sono ignote nel dettaglio.

Resta il dato essenziale, che è anche il più sobrio: un piccolo gruppo di cristiani di Cesarea, arrestati insieme durante la grande persecuzione, portati davanti al rappresentante dell'autorità imperiale e uccisi per la loro fede. La Chiesa li venera come martiri il 24 marzo, senza distinguerli tra loro nella memoria liturgica.